Oglio Po, scatta la rivolta

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La notizia che l’azienda sanitaria ospedaliera di Cremona intende spostare il laboratorio delle analisi da Casalmaggiore a Cremona (eccezion fatta per gli esami urgenti) è solo l’ultima di una serie che ha scatenato le proteste degli amministratori del casalasco- viadanese. L’impressione è che stavolta sia la goccia che ha fatto traboccare il vaso della rivolta, dato il coinvolgimento dei cittadini del territorio. Dopo l’annuncio che abbiamo dato mercoledì, si sono moltiplicate le iniziative di protesta, soprattutto sul piano politico ma non solo. Ieri mattina ad esempio è iniziata la raccolta firme organizzata dalle segreterie provinciali dei principali sindacati ospedalieri. Dalle 7 alle 9 si è tenuto un presidio all’ingresso del nosocomio i cui esiti ce li racconta Monica Vangi (segretario generale FP Cgil): «In sole due ore abbiamo raccolto oltre 900 firme. Sempre dalle 7 alle 9 continueremo la raccolta firme domani mattina (oggi, sabato 30 giugno, ndr) in occasione del mercato di piazza Garibaldi a Casalmaggiore. La soddisfazione è dovuta anche al fatto che i tanti cittadini accorsi hanno lodato l’ospedale Oglio Po chiedendo che possa continuare a lavorare come fatto fino ad oggi.

L’azienda cremonese ha agito senza indicare l’obiettivo economico e senza spiegare le ricadute in termini di personale e prestazioni ». Sul piano politico da segnalare l’iniziativa del Consiglio comunale di Casalmaggiore, che in occasione della seduta di ieri sera ha inserito un ordine del giorno urgente sull’argomento. In pratica si ricordano gli impegni dei vertici ospedalieri di Cremona e Mantova e lo stridente contrasto con quanto accaduto in questi mesi. In pratica la “assenza assoluta della programmazione sanitaria territoriale promessa”, la “mancata copertura dei posti apicali nel P.O. Oglio Po e la contemporanea grave compromissione degli organici medici ed infermieristici di reparti fondamentali quali l’Ortopedia, l’Ostetricia/Ginecologia e la Pediatria”, la “asimmetria aziendale nella programmazione ed esecuzione degli investimenti tra P.O. Cremonese e P.O. Oglio Po” e le “progettualità messe in atto (ultimo esempio: la riorganizzazione dei laboratori) che non dimostrano nessun vantaggio per il POOP, anzi il suo progressivo depotenziamento”. Con tutto ciò, si impegnano sindaco e giunta (e, aggiunta, consiglio comunale) “ad intraprendere ogni azione, a tutti i livelli politici ed amministrativi, utile a mantenere le caratteristiche di qualità e di servizio del Presidio Ospedaliero Oglio Po, nell’interesse delle comunità e dei territorio che gravitano sul nostro presidio ospedaliero; a trasmettere questo ordine del giorno a tutti i Sindaci dei Comuni casalaschi e viadanesi, ai Presidenti delle Provincie di Cremona e Mantova, al Presidente di Regione Lombardia, all’Assessore regionale alla Sanità ed alla Giunta Regionale Lombarda, al Direttore Generale della Sanità; inoltre anche ai Consiglieri regionali e parlamentari del territorio Oglio Po”. «Ora alziamo il tiro – afferma il sindaco Claudio Silla – perché continuiamo a vedere, più che riorganizzazioni, penalizzazioni. Questo è l’ennesimo segnale preoccupante, ora vogliamo i fatti. Ci sta la riorganizzazione dei servizi, noi ne sappiamo qualcosa, ma qui ci sono solo segni negativi, mentre i margini ci sono. All’Oglio Po mancano primari, personale, laboratori, investimenti. Un altro tema: credo sarebbe giusto dimostrare che la riorganizzazione persegua l’efficacia».

Tema caldo questo anche per il capogruppo di minoranza del Listone Carlo Gardani, che ieri sera in consiglio ha rappresentato anche le istanze del senatore Giacinto Boldrini: «Questa non deve diventare una battaglia politica, ma una battaglia di civiltà. La dottoressa Mariani (direttore dell’azienda cremonese, ndr) deve essere messa davanti alle sue responsabilità con le affermazioni che ha fatto. Lei deve parlare all’utenza, sta togliendo certezze ai cittadini. Afferma che l’Oglio Po è un’eccellenza e sarebbe un clamoroso autogol smembrarla. Lasci perdere il linguaggio calcistico, che in questo periodo il calcio non dà buoni esempi. Piuttosto fornisca i conti ai cittadini dell’azienda. Poi vogliamo chiarezza sulla terminologia: rimangono qui le analisi urgenti, ma come si determina l’urgenza?». Anche il consigliere provinciale Giuseppe Torchio dal canto suo ha proposto un'interrogazione urgente per sollecitare una soluzione al problema.

di Vanni Ranieri

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