L'angolo della Natura. IL FICO (ficus carica)

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di Ermanna Allevi

Pianta antichissima, conosciuta dall'uomo fin dai tempi remoti, resistente e longeva grazie alle sue salde radici. Appartiene alla famiglia delle Moracee, la stessa del Banyan, albero dove il Buddha ha avuto l'illuminazione. Per gli antichi Greci rappresentava l'albero sacro. Racconta la leggenda che in origine crescesse solo sull'Olimpo e che gli dei fossero gli unici ad avere il privilegio di cibarsi di questi dolci frutti. Un giorno Demetra donò questo frutto prezioso ad un contadino che l'aveva ospitata con gentilezza, egli riuscì a far nascere la pianta da quei piccoli semini e, a poco a poco, si diffuse in tutta la Grecia. Il fico era prezioso per i Greci oltre che per la bontà dei suoi frutti, anche perché la sua vendita costituiva un commercio che rendeva bene. Nell'Antico Testamento Adamo ed Eva usarono le foglie di fico per coprire le loro nudità, successivamente, insieme alla vite, divenne simbolo di fertilità e vita gioiosa. Il fico è una pianta lunare e, come tutte le erbe officinali governate dalla luna, ha proprietà anti-ansia e concilia il sonno. I frutti tagliati a metà con tutti i loro semi, ricordano l'interno dell'intestino tenue, con i suoi villi intestinali, motivo per cui si considera il frutto del fico utile come lassativo. Nel frutto sono presenti flavonoidi e vitamina A, mucillagini emollienti e lassative, enzimi digestivi, zuccheri nutrienti, per questo è considerato un frutto lassativo, emolliente e digestivo. Le sue gemme, sotto forma di macerato glicerico sono considerate anti-ansia, antistress, disinfiammanti delle mucose dello stomaco e intestinali e contrastano le allergie. Secondo la medicina popolare il Lattice, contenuto nelle foglie, è un rimedio per l'eliminazione di porri e verruche. Si applica limitatamente sulla zona da trattare con molta cautela perché può essere irritante. In Liguria viene chiamato: Figo o Mescigu, in Piemonte e Lombardia: Fich, in Veneto: Figher, in Friuli: Fijar, in Emilia: Figh, in Abruzzo: Fichera, in Sardegna: Figu.

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