BIANCOSPINO (crataegus oxyacantha)

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di Ermanna Allevi

Fin dall'antichità era considerato una pianta medicinale e le prime memorie scritte risalgono a Teofrasto (filosofo e botanico greco, discepolo di Aristotele) e Dioscoride (medico, botanico e farmacista greco), più recentemente ne parlano anche altri, tra cui il grande botanico,umanista e medico italiano Pier Andrea Mattioli. L'etimologia del nome latino deriva da “Kràtaigos”, nome con cui i greci chiamavano il biancospino, che significa forza e robustezza. E' infatti un arbusto spinoso con legno molto resistente, appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è largamente diffuso. Nel periodo della fioritura la pianta appare completamente ricoperta da piccole corolle bianche, ma questi meravigliosi rami sono protetti da lunghe e acuminate spine. Si narra che la corona della Passione di Cristo sia stata ricavata da un cespuglio di biancospino e che da quel giorno, ogni venerdì Santo, al soffio del vento la pianta emetta scricchiolii simili a gemiti. Si racconta anche che questa pianta rappresentasse la Vergine dei Sette Dolori per la simbologia cromatica racchiusa nei suoi fiori. I Romani avevano dedicato questa pianta alla dea Maia, protettrice del mese di maggio. Nel Medioevo veniva impiegato come albero simbolico del mese di maggio e innalzato nelle piazze delle città. Il biancospino è una pianta solare e quindi rinforza, dà tono, aiuta la debolezza. Le sue bacche rosse ricordano il colore del sangue, per questo William Cole (1626-1662) riconosce a questa pianta la capacità di migliorare la circolazione sanguigna e del cuore. Il biancospino viene considerata una pianta “equilibrata”, per questo, riferita al corpo umano, si considera che riarmonizzi anche l'organismo, trattando con efficacia aritmie (lievi), ansia, insonnia, stanchezza, ecc. Contiene: polifenoli ( flavonoidi quali quercetin, vitexina, iperoside, proantocianidine) antiossidanti, attivi nella difesa del cuore e sedativi del sistema nervoso, amine biogene (rilassanti), triterpeni (antiinfiammatori). Questa pianta possiede una spiccata affinità nei confronti del cuore, ha una discreta azione sedativa, migliora il sonno e interessante risulta la sua capacità di intrappolare i radicali liberi. Questa pianta può avere effetti collaterali, per l'uso è consigliato il parere medico. In Sicilia viene chiamata: Spina sarvaggia; in Campania: Spinazzo o Calavrice; in liguria: Spin giancu o Mejette; in Lombardia: Buslin, Spi bianch o Pà d'asen; in Veneto: Marendola, Pan de mio, Spin d'ors; in Umbria:Spino da siepi.

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