Il Consiglio comunale piange Angelo Zanibelli

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Ha suscitato grande rammarico la prematura scomparsa, a soli 61 anni, di Angelo Zanibelli, consigliere comunale dell'Udc e direttore della comunicazione esterna ed istituzionale di Sanofi Aventis.

Una persona che tutti ricordano per il suo altruismo e il suo impegno nel sociale, teso a sostenere situazioni di difficoltà e di bisogno. «Ricordo molto bene un fatto accaduto di recente» racconta Giancarlo Schifano, consigliere Idv. «In Consiglio approvammo una mozione con cui si chiedeva a noi consiglieri di dare un segno tangibile della nostra vicinanza alle popolazioni della Liguria colpite dall'alluvione, donando un gettone di presenza. Ogni consigliere poteva scegliere se effettuare o meno questa donazione, e Zanibelli ne donò ben cinque, a fronte di altri che invece non dettero nulla. Mi colpì molto questo suo gesto, con cui ha dimostrato una grandissima solidarietà nei confronti delle famiglie in difficoltà.

La sua scomparsa è una perdita  per l'intero Consiglio comunale e per il mondo politico locale, in quanto era uno dei pochi a rappresentare una voce fuori dal coro, a volte anche di rottura con la maggioranza di cui faceva parte, ma sempre dimostrando coerenza con le proprie idee».

Una caratteristica che in molti hanno richiamato per definirlo è l'onestà intellettuale. «Era una delle sue caratteristiche principali» dice Ferdinando Quinzani. «Aveva le proprie convinzioni e le sosteneva anche a dispetto delle imposizioni del partito. E' una persona che sono davvero contenta di aver conosciuto... mi sarebbe piaciuto poter lavorare di più con lui, e più a lungo».

Grande il cordoglio da parte di chi lo conosceva bene e che lo ricorda come «una persona straordinaria». Maura Ruggeri, capogruppo del Pd, sottolinea il «grande dolore per la scomparsa di una persona davvero ammirevole, con cui avevo un rapporto di estrema cordialità e di stima reciproca. Una persona che intendeva la politica in maniera autentica ed eticamente corretta, come servizio al cittadino. E' una grave perdita per tutta la città e per la politica cremonese. Lo ricordo per la sua grande attenzione ai bisogni della gente e della

città, anche sul versante sociale. La malattia è stata rapidissima, e la sua morte è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno».

Grande stima arriva anche da parte di chi lo conosceva meno, ma che comunque ha avuto modo di apprezzare la sua bravura e il suo altruismo. «L'ho conosciuto solo tre anni fa, quando è approdato in Consiglio comunale, ma l'ho sempre stimato per la sua capacità, intelligenza e bravura tecnica» dice Federico Fasani, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale. «Non sempre siamo andati d'accordo sui temi politici, ma ho sempre apprezzato fortemente la sua onestà intellettuale».

«La notizia della sua scomparsa mi ha sorpreso: non mi aspettavo che ci avrebbe lasciato così» aggiunge Italico Maffini, capogruppo della Lega. «Ho sempre avuto rapporti buoni e formali con lui, che era molto riservato, ma non mi aspettavo che questa sua riservatezza lo portasse ad andarsene così, senza dir nulla a nessuno».

Il suo posto in Consiglio comunale verrà ricoperto da Roberto Vitali. Un'eredità senza dubbio pesante, come conferma lo stesso Vitali: «Non è facile prendere il posto di una persona di così alto profilo. La sua scomparsa è stata uno shock, perché fino alla settimana scorsa non sembrava che la sua malattia fosse così grave.

Zanibelli aveva una mente aperta al mondo, e ha sempre avuto ruoli di grande prestigio: era un vero e proprio dirigente. In occasione del terremoto de L'Aquila, ad esempio, come dirigente di Sanofi, aveva avuto un ruolo di rilievo nella ricostruzione delle abitazioni dei lavoratori dell'azienda.

E' con rammarico che prendo il suo posto, perché questo mi ricorda che lui non sarà mai più tra noi. Sono sempre stato convinto che fosse sprecato come consigliere comunale: con la sua levatura avrebbe dovuto avere un incarico da assessore».

di Laura Bosio

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