Contributo affitti, i tagli statali colpiscono soprattutto gli anziani

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L’80% delle richieste di contributi per l'affitto rivolte alla Regione Lombardia nel 2012 rischia di essere respinto: questo e' quanto accadra' rispetto al bando, in fase di pubblicazione, che prevederà un limite massimo di 4000 euro di reddito per aver diritto al contributo.  Delle 65mila domande  che mediamente si raccolgono in Lombardia ogni anno, ne saranno accolte solo 14mila. I dati, che emergono dalle  indagini condotte da Cisl, Sicet e Pensionati Cisl Lombardia, sulla base delle informazioni raccolte dall'Osservatorio regionale sulla condizione abitativa, rivelano una situazione che andrà ulteriormente a gravare non soltanto sui conduttori in difficoltà, ma di riflesso anche sui locatori e sulla condizione già difficoltosa del mercato immobiliare.

Se, da una parte, si lamenta la crescita del numero di immobili sfitti in città, dall'altra tale manovra pare non facilitare una inversione di tendenza, come sottolineato dal presidente dell'Unione piccoli proprietari immobiliari Luca Curatti: «Può sembrare che il dato non ci interessi; in realtà, a farne le spese saranno anche i locatori, che incontreranno sempre maggiori difficoltà nell'affittare gli immobili». Il rischio principale, sottolinea Curatti, è che sempre più di frequente si debba incorrere in ingiunzioni e sfratti: «Rispetto all'anno scorso, gli sfratti sono cresciuti del 30%, e con questi tagli la situazione non può che peggiorare. Si va così ad accrescere anche la tensione all'interno del mercato immobiliare». La diretta conseguenza è dunque una crescente resistenza, da parte dei locatori, a cedere in affitto i propri appartamenti, nonostante che, secondo l'Amministrazione comunale,  l'addizionale Imu sulle seconde case avrebbe dovuto costituire un incentivo: «E' una contraddizione lampante. Si sta decidendo di far pagare la situazione attuale a chi non si può sottrarre, come i lavoratori dipendenti e i piccoli proprietari. Di fronte al rischio di affrontare tutte le spese e i disagi legati alle procedure di sfratto, nonostante il tribunale di Cremona lavori bene, i proprietari ci pensano due volte ad affittare». Il danno, prosegue Curatti, risulta duplice: a livello economico generale, ma anche per il singolo: «Un appartamento sfitto non è mai un bene. Intanto, il proprietario deve comunque sostenerne tutte le spese. Inoltre, l'immobile ha bisogno di vita, di essere utilizzato e mantenuto in bunoe condizioni». Ridurre i contributi, con tagli così netti rispetto agli anni precedenti e che vanno a colpire prevalentemente le fasce più deboli della popolazione, come mostrano le tabelle qui sopra, comporta solo  un beneficio economico di scarso respiro  e a breve termine: «Le conseguenze non possono che essere negative. C'è molta preoccupazione anche tra i sindacati. Il punto è che una mobilitazione sociale può servire a poco, occorre costruire davvero una alternativa economica valida e in grado di rilanciare l'economia e il settore. Da parte sua, il Comune potrebbe fare di più: la risposta più frequente da parte dell'Amministrazione comunale è che non può farci nulla, ma non è esattamente così. Anche le tasse come l'Imu hanno dei minimi e dei massimi entro i quali potrebbe intervenire. Il Comune dovrebbe fare uno sforzo in più, invece di arrendersi così come sta facendo».

di Martina Pugno

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