Cremo: Degeri, tanta voglia di crescere

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Protagonista dell’intervista di oggi è il giovane Lorenzo Degeri (19 anni), da poco confermato dal-la Cremonese e sicuramente punto di forza dei grigiorossi nella prossima stagione.
Puoi tracciare un bilancio sulla stagione appena conclusa della Cremo?
«Come è noto, siamo partiti con una pesante penalizzazione. Ciononostante, siamo ritornati subito in carreggiata grazie ad un brillantissimo inizio di stagione. Abbiamo proseguito il campionato tra alti e bassi, abbiamo avuto purtroppo alcuni momenti di calo forse dettati dalla partenza esplosiva. In ogni caso, siamo riusciti ad arrivare ai playoff, ma siamo stati eliminati dal Trapani. Credo che per l'impegno profuso meritavamo il passaggio di categoria. Tuttavia, credo sia stata una buona stagione».
Che obiettivi si pone la squadra grigiorossa per la prossima stagione?
«Per una risposta ufficiale, bisognerebbe sentire la società. A titolo personale, credo che punteremo ancora alla promozione in serie B, come è giusto che sia. Per riuscire nell’intento, per quanto mi riguarda, spero di trovare maggiore continuità, aiutando in questo modo la squadra a centrale l’obiettivo».
Pensi di poter giocare da titolare d’ora in poi?
«Ogni anno c’è sempre tanta concorrenza da battere. Per diventare titolare, si deve meritare il posto e per farlo occorre impegnarsi al massimo sia in partita che in allenamento. Tornando alla domanda, credo e spero di giocare titolare d’ora in poi, ma bisognerà valutare le mia prestazioni specialmente ad inizio campionato, quando sceglierà la formazione titolare».
Credi sia giusto puntare sui giovani?
«Potrò sembrare di parte, ma penso che far giocare i giovani sia giusto e legittimo. Per valorizzarli è indispensabile dar loro molta fiducia e permettergli di avere maggiore continuità giocando spesso. Del resto, i giovani hanno poca esperienza e solamente schierandoli in campo senza pressarli troppo a livello psicologico, si possono avere importanti risultati. Molte volte se un ragazzo non si sente a suo agio in squadra, finisce per buttare all’aria il suo talento».
Cosa pensi delle società che in questo periodo stanno fallendo per problemi economici?
«E’ evidente che la crisi si sente anche in questo mondo. Alla fine chi finanzia il gioco del calcio sono dei comuni imprenditori che, se non hanno più soldi, abbandonano e fanno fallire le società. Tempo fa si sentiva parlare spesso di miliardi in questo sport, ora queste cifre non si sentono più da tempo, se non in rari casi. Ormai sono ben poche le persone disposte a sborsare tanti soldi in questo mondo».
Si sono da poco conclusi gli Europei di calcio: come giudichi il rendimento degli azzurri di Prandelli?
«Gli azzurri hanno fatto un percorso fantastico. Il girone era iniziato un po’ male e il rischio del “biscotto” alimentava il pessimismo. Invece, dopo grandi sforzi, siamo arrivati in finale a testa alta, giocando in maniera propositiva. Devo dire che questa Nazionale mi ha proprio stupìto e sono felice perché ci saranno ottime basi per il futuro».
Credi che la Spagna abbia meritato la vittoria?
«Non ho visto bene le partite precedenti, comunque per come hanno giocato la finale, direi senza dubbio di sì. Alla fine è ancora la squadra più forte ed ha meritato, su questo nessuno può recriminare».

di Michael Guerini

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