Estate padana, una stagione sempre più pesante?

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I nomi sono tanti: da Scipione l’Africano, al traghettatore Caronte, a Minosse, ma sempre dell’anticiclone africano si tratta. Un caldo inusitato e tuttavia non nuovo, che già s’era fatto concretamente sentire negli anni scorsi, quando non godeva di tutta questa attenzione mediatica e tutt’al più circolava sulle bocche di pochi appassionati dei siti meteo con il nome di “Gobbo d’Algeri” o “anticiclone africano”, mentre per tutti gli altri era semplicemente il “caldaccio afoso”: quello che passando sul mediterraneo si satura di talmente tanta umidità da innalzare anche di 2-3 °C l’indice di calore percepito e di due o tre litri quello di sudorazione. Almeno da una decina d’anni dunque, e con punte ben più bollenti di quelle attuali, l’anticiclone ha ripetutamente fatto visita all’Italia ed alla pianura padana. «Era lui il responsabile dell’afoso agosto d’inizio millennio, sempre lui ha riarso la pianura padana nell’estate “terribile” del 2003 ed ancora lui  ha causato il protrarsi dell’estate 2011 sino ai primi d’ottobre» commenta Massimo Mazzoleni, del sito Centrometeolombardo.it. E’ un quadro al quale ci dovremo abituare? «Difficile dirlo per ora - prosegue il metereologo - anche se è innegabile che ormai il caldo africano torna puntualmente a farci visita anche se ,va detto, con modalità differenti. Al momento per esempio, se la situazione è innegabilmente critica al centro-sud, nelle nostre regioni, esclusa la fase alla fine di giugno, non si sono registrati picchi eccessivamente preoccupanti». Riguardo la nostra pianura infatti, spiega il metereologo, «quando la campana dell’alta pressione posiziona la propria cresta ad occidente della penisola, questo determina un ulteriore aumento delle temperature. Quando invece l’asse della campana si colloca a ridosso della penisola questo effetto al nord non si crea o è comunque molto più contenuto». A prescindere da esagerazioni mediatiche del momento dunque, la situazione estiva nell'area mediterranea pare effettivamente sempre più governata da un caldo subtropicale che non fa certamente bene alla salute, con lunghe fasi asciutte, latitanza dell’anticiclone delle Azzorre (quello meno “bollente”) e diminuzione del numero di temporali. Per venerdì è atteso un break, con possibile decorrenza già da venerdì sera, in cui fresche correnti atlantiche dovrebbero tener compagnia all’Italia almeno sino a sabato 21. Poi? Si vedrà. «Anche se - conclude Mazzoleni - l’altalenarsi di fasi anticicloniche a fasi perturbate potrebbe caratterizzare tutta la stagione estiva».

di Michele Scolari
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