Carobbio da Palazzi conferma la propria versione. L'ira di Valentina Mezzaroma

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E’ durata oltre sei ore l’audizione in Procura Figc di Filippo Carobbio, sentito dagli 007 federali nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Carobbio, grande accusatore del presidente del Siena Massimo Mezzaroma e di Antonio Conte, ex allenatore dei toscani e attuale allenatore della Juventus, era chiamato a fornire nuovi elementi all’interrogatorio dello scorso 29 febbraio. Uscendo dagli uffici di via Po, dove era entrato stamane verso le 9.20, non ha rilasciato alcuna dichiarazione l’ex difensore dei bianconeri toscani, che ieri lunedì aveva subito l’affondo di Valentina Mezzaroma a Radio Sportiva. «Venerdì mio fratello Massimo sarà in Procura. Noi non aspettavamo altro che di essere sentiti, Carobbio è stato reputato credibile ma credibile non lo è per nulla, porteremo le nostre motivazioni in procura. Rischi? Purtroppo ci sono, ma nessuno non ci dorme la notte. Carobbio ha detto il falso, lo sottoscrivo».
Il lavoro della Procura federale è proseguito poi senza sosta con l’audizione dell’ex capitano del Bari Andrea Masiello, convocato per la prima volta dai federali per confermare quanto detto ai pm e per fornire ulteriori informazioni sulle presunte combine di diverse partite che riguardano la stagione 2010/2011 del club biancorosso, compreso il derby con il Lecce. Entrambi, e in particolare Carobbio, avrebbero sostanzialmente confermato le proprie versioni delineate negli interrogatori precedenti.
Ma l’attenzione comunque rimane tutta per l’audizione di Antonio Conte e Massimo Mezzaroma. L’audizione del tecnico bianconero è fissata per venerdì 13 negli uffici romani di via Po. L’ex centrocampista pugliese dovrà difendersi dalle accuse mosse a lui da Carobbio per Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena. Le rivelazioni di Carobbio sono state ritenute «attendibili» dai giudici e potrebbero affondare il tecnico, attorno al quale la squadra sta comunque facendo quadrato in attesa della sentenza, in attesa della quale è possibile intravvedere tre scenari. In caso di innocenza, la società metterà una pietra sulla vicenda e il connubio che ha riportato la Juve sul podio dello scudetto proseguirà come se nulla fosse stato. In caso contrario si dovrà valutare l’entità della squalifica. Se la sospensione fosse piuttosto ridotta (come dire 2-3 mesi) non rischierebbe di creare eccessive tensioni nella società e Conte potrebbe allenare la squadra, sostituito in panchina da Angelo Alessio durante le gare. Ma il ventaglio della penalità per il tecnico si allarga sino a tre anni. E il divorzio potrebbe scattare nel caso la squalifica fosse più corposa, pari o superiore ad un anno. Allora sarebbero immancabilmente compromessi i rapporti di Conte con la società, che dal canto suo ha già allestito una serie di contromosse per non farsi cogliere impreparata, prima fra tutte una lista di alternative in cima ala quale spiccherebbero i nomi di Fabio Capello e Cesare Prandelli.

mi.sco.

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