Zocchi: «L’obiettivo della Cremo deve essere la serie B»

+ 20
+ 20


E’ arrivato da pochi giorni a Cremona con le idee ben chiare: stiamo parlando di Moreno Zocchi, neo direttore sportivo della società grigiorossa, sostituto di Sandro Turotti.
Zocchi, ci può raccontare le sue esperienze professionali passate e quelle che ricorda con più piacere?
«Appena conclusa la mia carriera da calciatore in C2 con il Pavia, mi è stato proposto di andare per un anno a fare l’osservatore. Dopodiché sono passato al Mantova e la squadra è arrivata ai playoff, ma è stata battuta dalla Cremo. Sono poi andato al Monza, al Pavia e a Perugia, ma l’esperienza più bella è stata quella di Legnano dove, con una società disastrata, siamo riusciti ad ottenere un ottimo 7° posto. Tutto questo è stato possibile grazie a molti giovani che, concluso il campionato, sono stati venduti e la squadra successivamente è retrocessa. Dopo questa retrocessione, sono tornato al Pavia ed infine mi sono trasferito allo Spezia».
Ed oggi è a Cremona. Come mai ha chiuso il rapporto con lo Spezia, neo promosso in B?
«Premetto che sono una persona che si assume completamente le proprie responsabilità. Se compro un giocatore lo difendo a spada tratta fino a prova contraria, cioè fino a quando dimostra passione e impegno per ciò che fa. Allo Spezia avrei dovuto vendere dei calciatori che qualcuno non voleva più. Io mi sono impuntato, ho difeso questi ragazzi assieme al mister e, vedendo i risultati, direi che ho avuto ragione. Nonostante ciò, mi hanno mandato via. Ora sono qui, perché Cremona è la miglior soluzione per ripetere quanto fatto allo Spezia».
Quali sono gli obiettivi della squadra per la prossima stagione e come intende perseguirli?
«L’obiettivo con una società simile, con un presidente così impegnato e con una proprietà così “facoltosa” deve essere la serie B, ma più avanti non c’è da stupirsi se questa squadra arrivasse nella massima serie».
Ha già in mente qualche nome interessante da inserire nella rosa?
«Qualcuno è già arrivato in questi giorni, altri nomi sono in standby in attesa di negoziazione. L’idea è quella di dare al mister Brevi la squadra al completo nel minor tempo possibile».
Cosa manca alla squadra per essere al top?
«Non saprei ,ma per vincere è necessario che tutti, dal magazziniere al giocatore titolare, debbano avere in mente lo stesso scopo e impegnarsi al massimo».
Cosa pensa della situazione che si sta venendo a creare nella Lega Pro, con diverse squadre fallite o quasi?
«E’ una cosa assurda, siamo a metà luglio e 30 squadre non sanno nemmeno se riusciranno ad iscriversi ai campionati. Purtroppo c’è crisi ovunque e ci sono costi proibitivi. I giocatori, ed in particolare i procuratori, non hanno ancora capito che il momento è difficile e che chiedono troppi soldi di ingaggio per i loro assistiti».
Degeri, la settimana scorsa, ci ha detto che nel calcio i giovani hanno bisogno di fiducia e di giocare di più. Cosa ne pensa?
«I giovani bravi come Degeri si guadagnano senza problemi la fiducia del mister, il quale non guarda di certo l’età anagrafica, ma la bravura del giocatore. Ovvio che con i giovani bisogna avere maggior pazienza e non pressarli troppo se commettono degli sbagli, frutto dell’inesperienza».
Qual è, infine, il suo giudizio sul calcioscommesse?
«E’ uno scandalo, non voglio entrare nel merito, ma dico solo che non bisogna avere pietà per i calciatori che scommettono».

di Michael Guerini

Segnala questo articolo su