«Il centro storico deve continuare a vivere»

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Quella relativa agli eventi serali organizzati nel cenro storico in particolare in occasione dei mesi estivi è una polemica che si ripropone puntuale tutti gli anni: da una parte i cittadini del centro rivendicano il diritto al sonno notturno, dall'altra i commercianti si appellano al diritto al lavoro.

Dal canto loro, le associazioni di imprenditori ritengono di aver fatto a questo punto tutto il possibile per venire incontro ai cittadini del centro, come afferma Antonio Pisacane, segretario Asvicom d'area cremonese e casalasca: «Come associazione siamo tra i fautori del protocollo d'intesa che interessa il centro e in particolare piazza della Pace. Attualmente vengono rispettati tutti i limiti di orario e decibel imposti per legge, in più gli esercenti sostengono gli oneri relativi all'assunzione di security man e di persone che ripuliscano dopo gli eventi e raccolgano le sedie e i tavolini posizionati all'esterno, proprio per evitare la sosta passiva oltre orario da parte dei frequentatori dell'evento". Massimo impegno, dunque, da parte degli esercenti, sui quali, aggiunge Pisacane, non deve però ricadere la responsabilità di ogni problema: «I commercianti si sono fatti in quattro per ovviare a qualsiasi criticità, ma non possono ergersi anche a educatori della società. Se la gente è maleducata, la colpa non può ricadere sugli imprenditori. Nel corso dei giovedì d'estate ospitiamo anche una maggiore sorveglianza da parte della pubblica sicurezza, ed è giusto così: chi non si attiene alle norme prestabilite anche per quanto riguarda orari e decibel è giusto che paghi. La convivenza richiede buona volontà, certo non si può pretendere il silenzio totale. Un centro vivo e vissuto porta vantaggi anche ai residenti: viene reso più vivibile, viene valorizzato, si contrasta il degrado e l'abbandono a vantaggio della sicurezza. C'è un diritto al riposo ma anche un diritto al lavoro. Altrimenti l'alternativa qual è? Eliminare i locali pubblici?». Agli eventi, insomma, le associazioni e i commercianti non rinunciano, soprattutto a fronte di evidenti benefici per il commercio locale: «Non abbiamo ancora dati numerici, ma portare la gente in centro è sempre un bene, perché anche coloro che non effettuano acquisti immediati hanno la possibilità di vedere le vetrine, quindi i benefici per gli esercenti vanno oltre le vendite immediate, c'è un vantaggio promozionale. Il beneficio è poi diretto per bar e gelaterie, perchè la gente che si ritrova in centro consuma».

Di simile avviso anche Giorgio Bonoli, direttore di Confesercenti: «E' giusto rispettare i diritti dei cittadini nella globalità, esercenti compresi. Proprio per questo è stato creato il protocollo d'intesa che interessa le zone del centro e della movida cremonese. Il protocollo è utile, funzionale e positivo. Abbiamo partecipato anche noi associazioni proprio per andare incontro il più possibile ai cittadini del centro. Il protocollo prevede alcuni punti importanti: dalle 24 viene ridotto l'impatto acustico, mentre molti dei singoli esercizi commerciali sono già muniti di limitatori acustici. La zona viene inoltre valorizzata grazie alla raccolta del vuoto che viene effettuata nel corso delle manifestazioni e subito dopo". A trarne beneficio, dunque, non sarebbero solo i commercianti, ma l'intera città: «Se il centro si spegne sorgono mille problemi anche per i cittadini, in primis legati alla sicurezza di una zona non più frequentata e a rischio di degrado. Non dimentichiamo poi che Cremona è una città importante anche dal punto di vista turistico: venire a vedere i violini e le botteghe dei liutai in una città viva è sicuramente più bello e più incentivante. Per venire incontro ai cittadini del centro tutto il possibile è già stato fatto. Le sedie e i tavolini vengono raccolti e legati a fine serata. Poi può capitare che qualcuno si fermi, ma la città non è fatta di solo di pubblici esercizi tradizionali: per esempio in piazza Marconi ci sono tanti distributori automatici, che non sono legati a vincoli di orari. Magari sarebbe il caso di valutare la gestione pure di quelli». Il punto di vista dei commercianti, dunque, è chiaro: sì al protocollo di intesa appena siglato, ma ulteriori rinunce non ci sarano, data l'importanza degli eventi per far rivivere il centro: «Gli eventi sono importantissimi per il commercio, creano movimento e visibilità per i negozi, insieme ai saldi. In questo momento è difficile essere totalmente positivi, si sperava in un avvio migliore. Noi eravamo contrari alle vendite promozionali proprio perché temevamo potessero incidere negativamente sul periodo di saldi, fondamentale per il commercio. Adesso però è presto per tirare le somme, meglio aspettare la fine del periodo dei saldi. In questo periodo un po' difficile comunque sono importanti gli eventi in grado di portare gente in centro».

di Martina Pugno

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