Ciclismo. Marvulli è sempre il re della pista

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Franco Marvulli, nello splendore eterno del velodromo Attilio Pavesi, centra una “cinquina” sulla ruota di Fiorenzuola d’Arda, entrando nella storia della Sei Giorni delle Rose. Stavolta lo svizzero superiridato, si è imposto con il connazionale Tristan Marguet. I due vincitori sono stati più forti di una cassaforte svizzera, reggendo a meraviglia il confronto, sulle spine fino all’ultima volata dell’Americana di 60 giri, con le prime due coppie separate da un solo punto: 217 per Marvulli-Marguet, 216 per i portacolori della Repubblica Ceca. Kadlet-Kankovski. Terza e ultima coppia a giri pieni: Hochmann-Hacesky. Reggono bene l’impatto gli svizzeri, sono pronti a giocare le loro carte, Marguet fa sua la prima volata, ma non indietreggiano di un solo punto i rivali cechi. A metà dell’Americana, Marvulli e Marguet consolidano il primato, ma non sono al sicuro. Le speranze di un ribaltone sfumano via anche per Hochmann e Hacecky (Acef): volano fuori dal mucchio, guadagnano quindici metri, non trovano collaborazione, la coppia svizzera con gli altri cechi scaricano l’andrenalina sui pedali e a 6 giri vengono inghiottiti come un aspiratore. Pubblico tutto in piedi sugli spalti per l’ultimo giro, agli svizzeri basta un secondo posto nell’ultima volata per il trionfo e “re Franco” mette il turbo inseguito da Kankovsky. Folletto, funambolo e giocoliere, Marvulli entusiasma il pubblico, vince l’ ultima volata, centrando così la quinta affermazione nella Sei Giorni delle Rose, indossando la maglia bianca di leader. Bisognerà fargli un monumento, un bustino in bronzo a perenne memoria, per l’immensa qualità, costanza e forza di combattente nato. «Sapevamo che in sessanta giri – sottolinea Marvulli - era difficile guadagnare il giro, noi abbiamo controllato la corsa e devo dire che Tristian è stato bravissimo a mantenere la calma, anche quando la coppia ceca ha cercato di guadagnare il terreno. Sono contento perché è stato un grande lavoro di squadra». Poco distante, Marguet sorride. Il maestro lo ha promosso a pieni voti. «E’ la seconda volta che corro con Franco in una Sei Giorni e le abbiamo vinte entrambe». «Questa è stata davvero speciale - ha aggiunto Marvulli - ho corso con un giovane che ha tanta volontà di imparare, oltre che una forza incredibile». A Fiorenzuola hanno fatto da contorno tanti talenti continentali, impegnati nell’International Track Young (maschile) e Women (femmine), ultimo test prima delle Olimpiade di Londra. Tre giornate emiliane, all’insegna dello spettacolo. Ha indossato la maglia di leader il veneto figlio d’arte Riccardo Minali (maglia Fiorenzuola), salendo su un podio tutto italiano con il nostro Piero Baffi (in maglia Rossetti), reduce dal quinto posto ai Campionati europei nell’Omnium, che si conferma al posto d’onore, mentre Mattia Tagliaferri, Junior della Madignanese ha superato a pieni volti la maturità e fatto esperienza con i big. Come non bastasse, tre giornate di gare anche per i “Boccioli di Rose” come usa definirli “patron” Claudio Santi, saggio propugnatore di idee nuove, nocchiero al timone dell’imbarcazione che trova venti duraturi e rotte certe. Al suo fianco Stefano Bertolotti, la voce ufficiale del Giro d’Italia e della Sei Giorni da quindici anni, per alcuni aspetti geniale. Sul podio è salito tra gli Esordienti Emanuele D’Alessandro (Ciclistica 2000), ma in testa al serpentone a lanciare volate thrilling i cremonesi Andrea Yuri Pedroni, secondo anche nella corsa a punti, Davide Gastaldi e Alessandro Belloni, triade del CC Cremonese 1891-Gruppo Arvedi, per niente impauriti. Tra le Esordienti, ha trionfato la toscana, Daniela Alfani (Fidenza Tre Colli Etrusca), fresca campionessa tricolore su pista al velodromo Attilio Pavesi a Fiorenzuola. Quanto alle Allieve, vittoria di Giulia Nanni (Viner Factory). A decidere la corsa maschile Allievi ci è voluta l’ultima volata, perché erano in tre a pari punti: ha vinto lo sprint e ha indossato la maglia bianca di leader Gabriele Nicolini (Galliatese). sul parmense Matteo Vida (Torrile).
CLASSIFICA FINALE DELLA SEI GIORNI 1) Franco Marvulli-Tristan Marguet (Ferri) 252 punti; 2) Milan Kadlec-Alois Kankovsky (Jachymov) 243; 3) Jiri Hochmann-Voitech Hacesky (Acef) 114; 4) Leonid Krasnov-Nikolay Zhurkin (Maglificio Rosti) 185 a un giro; 5) Nicolò Bonifacio-Angelo Ciccone (Fiorenzuola) 118 a un giro.

di Fortunato Chiodo

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