Mantova, scarti alimentari riciclati come mangime: allevamento sequestrato dal Nas di Cremona

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Il titolare di un’azienda sul mantovano è andato incontro a denunca per attività illecite riguardanti prodotti agroalimentari. Nello specifico si tratterebbe di rifiuti riciclati e somministrati come mangime ai maiali di un allevamento sul mantovano. E’ quanto scoperto dai carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione) di Cremona in un’azienda agricola che si occupa di allevamento di suini destinati alla produzione di prosciutti dop.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’azienda avrebbe stoccato rifiuti speciali di origine animale e vegetale: si tratterebbe di scarti di lavorazione dell’industria alimentare, che sarebbero stati riciclati poi come mangimi. Gli scarti sarebbero stati venduti da due ditte facenti capo ad un unico titolare ma situate una in provincia di Mantova e l’altra in provincia di Parma. Le indagini avrebbero appurato come le due ditte fornitrici, anziché portare gli “scarti” alimentari ad un impianto di biogas per la produzione di energia (come previsto dalla normativa e riportato sui documenti commerciali), li avrebbe trasferiti presso l’allevamento dove sarebbero stati somministrati come mangime ai maiali allevati.

Ingente sarebbe anche il sequestro. Si parla di 750 suini e 30 tonnellate di scarti di lavorazione, pronti per essere somministrati agli animali. Ma dagli accertamenti sarebbe emerso come l’allevamento mantovano fosse inserito nelle filiere di produzione di alcuni prosciutti con Dop - Denominazione di origine protetta - per la quale la normativa europea prevede che i maiali vengano alimentati con mangimi che non comprendono gli scarti di lavorazione dell’industria agroalimentare. Pertanto, con decreto firmato dal gip del Tribunale di Mantova su richiesta della Procura virgiliana e del Nas cremonese, sotto sequestro preventivo sarebbero finite anche tutte le cosce suine ottenute dagli animali allevati dall’azienda agricola mantovana e macellati negli ultimi 15 mesi: sarebbero stati ritirati dalla distribuzione oltre 1900 “Prosciutti di Parma DOP” e “Prosciutti di Modena DOP” e circa 400 “Prosciutti San Daniele DOP”, detenuti in stagionatura da oltre 40 stabilimenti emiliani e friulani, per un valore complessivo di circa 300 mila euro.
Il comandante del Nas di Cremona Raffaele Marongiu ha fatto sapere che tutti i prosciutti sono stati ritirati dal commercio, perciò gli acquirenti non incontrerebbero il rischio di acquistarne qualcuno. Ma anche chi avesse acquistato qualche prosciutto in precedenza, soggiunge il comandante, non correrebbe, fortunatamente, alcun rischio: la stagionatura e salatura metterebbero infatti al riparo il prodotto da eventuali contaminazioni. E anche le analisi effettuate dall'Asl di Mantova indicano i suini sequestrati come in buona salute, anche se nutriti con alimenti provenienti da "scarti" alimentari. Sebbene non nocivi però, tutti i prosciutti sequestrati sono ovviamente destinati a perdere la Denominazione di origine protetta.

Il titolare dell’allevamento è stato denunciato per frode in commercio e vendita di prodotti non genuini, nonché, in concorso con il legale rappresentante delle 2 aziende agroalimentari, per traffico illecito di rifiuti.

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