Possanzini deve lasciare il calcio

+ 25
+ 23


E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno per i tifosi della Cremonese e per tutti gli amanti del calcio: Davide Possanzini ha annunciato la fine della sua carriera agonistica per problemi al cuore. Una fibrillazione atriale, persistente ad alta frequenza, riscontrata durante le visite mediche di venerdì scorso, è la causa che ha costretto il bomber a dire basta. L’ambiente grigiorosso è stato colto di sorpresa da questa inattesa notizia, che costringerà il bomber, classe ’76, ad appendere gli scarpini al chiodo con qualche anno d’anticipo. Nonostante la non più giovanissima età, infatti, l’ex capitano del Brescia si sentiva in ottima forma, tanto che, dopo le visite di rito, sarebbe dovuto partire con i compagni della Cremonese per il ritiro estivo di Folgaria, per preparare al meglio la prossima stagione. Alla conferenza indetta nella giornata di ieri, Davide Possanzini appariva visibilmente emozionato, ancora incredulo sulla realtà dei fatti: «Mi dispiace veramente. Venerdì ho fatto le visite mediche, ero felicissimo anche per il rinnovo del contratto ma poi, durante la prova sulla ciclette, sono stato immediatamente fermato per un problema al cuore. La prima reazione è stata di incredulità, mi sono passate mille cose per la testa, poi mi è stato detto di smettere con il calcio per il bene della mia salute».
Non era la prima volta che l’attaccante di Loreto accusava un battito non regolare, ma associava il fatto ad eventi legati a fattori esterni: «Il primo episodio in cui ho accusato questa “tachicardia”, si è verificato due anni fa, quando militavo nelle file del Brescia. Durante un ritiro prima della sfida con l’Ascoli, infatti, questo problema era emerso, ma lo stress emotivo da me subìto per la morte di un magazziniere delle Rondinelle, con il quale ero molto legato, sembrava essere alla radice del fenomeno. Comunque, dopo aver chiesto il parere al medico sociale, ero stato tranquillizzato. Successivamente, durante le altre manifestazioni dell’anomalia cardiaca, cercavo la giustificazione nell’età che avanzava; ma purtroppo così non era».  Nella sfortuna però c’è un lato positivo della vicenda: l’aver infatti riscontrato la fibrillazione prima della partenza per il ritiro ha evitato possibili conseguenze dannose per la salute dell’atleta. Il dottor Bozzetti, medico sociale della Cremonese, infatti ritiene un “colpo di fortuna” che il problema si sia manifestato durante i test: «E’ stata una sorpresa anche per me. A gennaio infatti non era emerso nulla che facesse pensare ad un simile problema. In Italia siamo all’avanguardia nella tutela della salute dei calciatori, ma nessuno ha certezze assolute; spesso inoltre i ritmi e i tempi di questo mondo concedono poco spazio per gli accertamenti. Possanzini ad esempio è stato inserito nell’ultimo giorno utile per le visite mediche prima della partenza del ritiro, in quanto la priorità è stata data agli ultimi arrivati. Se non avessimo trovato uno spazio in quella giornata, Davide sarebbe andato a Folgaria correndo dei rischi per la sua salute». Ora per ila punta arrivano mesi di terapie specifiche per il monitoraggio della situazione, che comunque potrebbe eventualmente esser risolta con il ricorso a farmaci. La ripresa dell’attività non è però contemplata nel futuro di Possanzini: «Per ora andrò in vacanza - sottolinea il bomber - il campo mi mancherà, ma nel futuro chissà che si apra un capitolo nuovo, magari come allenatore». Il presidente della Cremonese, Maurizio Calcinoni, comunque assicura: «Per Davide le porte della società saranno sempre aperte. Qui un posto per lui ci sarà in qualsiasi momento».

di Federico Contini

Segnala questo articolo su