Basket: Vanoli tra addii e nuovi arrivi

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Questo tormentato mese di luglio, ci sorprende con una notizia decisamente negativa per noi che ne abbiamo stimato le doti umane e tecniche, come giocatore prima e dirigente poi, in quanto riguarda le dimissioni del direttore generale, Flavio Portaluppi, per tutti “il Lupo”. Ma come dargli torto, se si apprende che sarà l’ambiziosissima Armani Milano ad affidargli la massima carica dirigenziale! Portaluppi aveva già avuto altre opportunità, essendo apprezzato in ogni parte dello stivale, ma era rimasto fedele alla società, dov’è passato dal campo alla scrivania, con soddisfazione da entrambe le parti. Stavolta, ed è giusto così, l’occasione era troppo ghiotta per lui ed ha fatto bene a prenderla al volo. Vuol dire che la Vanoli avrà un... amico in più tra i suoi avversari e la tifoseria cremonese non mancherà di applaudirlo, quando si presenterà con i colori di Armani al PalaRadi. Da parte nostra un ringraziamento ed un grossso in bocca al... Lupo. Per quel che riguarda i problemi della Vanoli, quelli economici intendiamo, nulla di ufficiale trapela. Resta consolidato il fatto che avremo ancora la serie A a Cremona e che già la dirigenza, d’accordo con coach Caja, ha provveduto a porre i primi due tasselli della nuova squadra: il ventiquattrenne play statunitense Aaron Johnson e Lance Harris (28 anni, guadia-ala). Johnson lo scorso anno in Legadue ad Ostuni, s’è messo in luce, tanto da meritarsi la chiamata alla categoria superiore. Erano circolate voci che volevano che la società fosse interessata a due espertissimi nel ruolo, ma forse un po’ logori, come Bulleri e Maestranzi. La scelta è caduta sul più fresco statunitense e forse è meglio così. Ieri è stato poi annunciato l’ingaggio di Harris, reduce da un’ottima stagione nella Superleague ucraina con la maglia dell'Halychyna (6.3 punti e 4.4 rimbalzi a partita). Quella delle scelte di mercato, che devono avere una logica tecnica, non soltanto economica, sono probabilmente il passo da compiere più delicato, quello che può segnare nel bene o nel male l’intera stagione e qui ci gioca dentro anche un pizzico di fortuna, poiché l’adattamento alla situazione, la compabilità caratteriale di ognuno di noi, il modo di sapersi sacrificare per la squadra, possono essere variabili importantissime. Non è sufficiente dire, a priori, questo giocatore ci va bene, quest’altro no, poi bisogna seguirne da vicino l’inserimento, per averne il rendimento migliore. Ora che si è fatto il primo passo, non resta che aspettare che cosa ha in mente il coach e che cosa la società può impegnarsi a spendere. Fare altri nomi, specie sulle riconferme o meno, non lo riteniamo molto serio e forse anche dannoso per gli stessi atleti e per il club di attuale appartenenza. Ovvio che la curiosità sia tanta, ma abbiamo avuto tanta pazienza quando si temeva la “serrata della saracinesca”, abbiamone ancora un po’ ora che invece si continua l’attività. Non hai mai visto che “il Lupo” faccia da tramite per l’arrivo di qualche atleta che a Milano di troppo?
CABRINI SE NE VA Dopo Portaluppi, anche Marco Cabrini ha rassegnato le dimissioni dalla carica di direttore sportivo da quella di presidente dell’associazione Futurbasket. «Ringraziando infinitamente il presidente Triboldi che mi ha voluto al suo fianco in quest’avventura che ci ha portati sino in serie A, tra gioie e difficoltà - queste le sue parole - mi piace sottolineare come una gestione di persone competenti, appassionate e ben unite, possa arrivare a risultati eccelsi. Naturalmente mi sento di ringraziare l’attuale presidente Aldo Vanoli, tutti i soci, i dirigenti, i collaboratori, gli staff con cui abbiamo vissuto momenti indimenticabili».

di Giovanni Zagni


LE SCHEDE Aaron Wesley Johnson, il nuovo playmaker biancoblu, ha disputato l’ultimo campionato in Legadue con la maglia di Ostuni, guidandola sino ai playoff grazie ai suoi 14.1 punti, 2.5 rimbalzi e 4.6 assist per gara (secondo della Lega in questa speciale classifica). Nato a Chicago il 27 ottobre 1988 e cresciuto nel quartiere di Englewood, ha cominciato a giocare a basket alla Hubbard High School, mentre la sua carriera universitaria si è svolta con la canotta dei Blazers dell’Università di Alabama at Birmingham.
Lance Harris, invece, è nato il 14 novembre 1984 a Columbia nel Mississippi. Alto 196 centimetri per 95 kg di peso, ha già giocato in Italia due stagioni fa, quando fu tesserato da Venezia prima dei playoff di Legadue per sostiture l’infortunato Alvin Young. Prodotto della Kansas State University, ha giocato anche in Slovenia con lo Zlatorog Lasko e in Gracia con il Kolos-\sos Rodi e l’Ikaros Kallitheas.

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