Nuove province, Cremona s’avvicina a Lodi e si allontana da Mantova

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Il governo abbassa a 2500 kmq l’area minima per mantenere l’autonomia.
Dopo le prime anticipazioni, era attesa la decisione del consiglio dei ministri per la definizione delle nuove province nell’ambito della famigerata spending review. Ed è arrivata ieri. Rispetto a quanto anticipato la differenza sembrerebbe minima, ma per la Lombardia, e Cremona, non lo è. Le Province dovranno avere 350mila abitanti, e qui nulla è cambiato, ed una estensione territoriale di 2500 chilometri quadrati (erano 3000). Questo salva di fatto l’autonomia delle province di Bergamo e Pavia, il che cambia radicalente le prospettive di Cremona. Non solo, ma a questo punto Cremona unita a Lodi strappa l’autonomia, arrivando a 2554 kmq e salvandosi di misura. Di poco out rimarrebbe Mantova, a posto quanto ad abitanti ma con 2339 kmq. Mantova sarebbe tranquilla con l’aggiunta del casalasco, ma a questo punto non ce la farebbe Cremona-Lodi. Stando così le cose dunque, se Cremona trovasse l’accordo con Lodi a Mantova non resterebbe che chiedere una “annessione” a Cremona-Lodi o a Brescia; l’unica altra alternativa (a scanso di deroghe, s'intende, o dello sbarco in Lombardia di Piacenza) sarebbe “occupare” una parte della bassa bresciana, ipotesi in verità poco probabile.

Complessivamente, il governo calcola che in Italia si arriverà a 10 aree metropolitane e 40 province, in Lombardia probabilmente Milano e altre 6 province. Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto “Salva Italia”). La soppressione delle province che corrispondono alle Città metropolitane avverrà contestualmente alla creazione di queste, entro il 1° gennaio 2014. La revisione dei criteri di accorpamento tra Province dunque avvicina Cremona a Lodi, anziché Mantova, ma il sindaco di Casalmaggiore Silla ci tiene a dire la sua: «Cremona storicamente è divisa in tre distretti: resto dell’idea che si possa creare una questione cremasca, ma non una casalasca. Questo perché l’asta del Po, che racchiude casalasco e cremonese, non può essere separata arbitrariamente. Per conto mio questa zona deve restare unita, per le affinità intrinseche che vanta e dovrebbe essere unita a Mantova”.

di Vanni Ranieri

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