Polemica su Mondomusica tra Bodini e Piva

+ 36
+ 28


alt
Siamo ormai alla polemica aperta, condotta con toni piuttosto accesi, tra Cremona Fiere e la Fondazione Stradivari rispetto all’organizzazione di Mondomusica, una delle più importanti manifestazioni culturali cremonesi, dedicata alla liuteria e alla musica.

La polemica è partita da una lettera che Paolo Bodini, presidente della Fondazione Stradivari, ha inviato nei giorni scorsi ai membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione stessa (il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, la Fondazione Stauffer, la Lafin e la Banca Popolare), ai membri del Consiglio di Amministrazione di Cremonafiere e al cavalier Giovanni Arvedi, Presidente della Fondazione Arvedi Buschini.

Una missiva dai toni piuttosto accesi, in cui Bodini sostiene che non sia stata rispettata la convenzione che lega l’ente a CremonaFiere nella gestione di Mondomusica. «Noi abbiamo la comproprietà della manifestazione» sottolinea il presidente della Fondazione. «C’è un accordo ben preciso siglato tra le due organizzazioni. Mondomusica, creato  e gestito dall’allora Ente Triennale per le prime quattordici edizioni, è una manifestazione che, dal 2002, è detenuta paritariamente da Cremonafiere e dalla Fondazione Stradivari, laddove la prima deve occuparsi degli aspetti commerciali, mentre alla seconda spettano gli aspetti culturali. Trovo quindi decisamente inappropriato il modo di agire della Fiera, che tende a isolarci. E’ già da alcuni anni che stiamo assistendo al mandato rispetto del protocollo d’intesa, con Cremonafiere che è andata sempre più autonomizzandosi, tagliando fuori di fatto la Fondazione Stradivari da scelte strategiche ed operative».

Bodini, nella lettera, fa diversi esempi, a partire  dalla vicenda di Cremonapianoforte, che «avrebbe dovuto essere un salone a parte, ancorché contemporaneo a Mondomusica, ed invece è divenuto un tutt’uno non concordato, con uno schiacciamento di fatto dell’area della liuteria» si legge nella missiva. «Tale situazione sembra prospettarsi anche per quest’anno. La vicenda Mondomusica a New York è però andata oltre un limite accettabile. Mai, né ufficiosamente né ufficialmente, la scrivente Fondazione è stata messa al corrente del progetto, del piano industriale ad esso connesso e delle scelte strategiche, nonostante diverse sollecitazioni in tal senso. Essa è stata totalmente estromessa come partner anche dalla parte culturale. In tutta la promozione di Mondomusica a New York, già messa online e stampata, non siamo nemmeno citati, neppure un piccolo logo a ricordare la comproprietà del marchio».

Antonio Piva, presidente di CremonaFiere, si dichiara però allibito da queste dichiarazioni.  «Noi, come Ente Fiera, facciamo semplicemente il nostro lavoro. Evidentemente, però, qualcuno non ha ben chiaro quale sia il proprio ruolo». Piva respinge al mittente le accuse di prevaricazione.«La Fiera prende determinate decisioni in maniera collegiale, da tutti i soci che compongono l’ente, e vi sono delle delibere che sono condivise da tutti. Peraltro la Fondazione è stata presente, nella persona della direttrice del museo, anche alla conferenza stampa di presentazione di Cremonapianoforte». Nel ribadire il ruolo dell’ente Fiera, Piva chiede che non venga messo in discussione. «Il nostro lavoro è quello di creare lo scheletro della manifestazione, e noi abbiamo operato in questo senso, in modo da creare un evento che abbia un grande appeal commerciale. Toccherà poi alla Fondazione inserirvi i contenuti culturali, che devono comunque andare nella direzione di incrementare le potenzialità commerciali della manifestazione stessa. Del resto, una Fondazione che si vive di contributi pubblici non può permettersi, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, di mettere in discussione le decisioni prese».

Il presidente dell’ente Fiera sottolinea che, nella storia di Mondomusica, il boom si è visto solo «quando la manifestazione è approdata in Fiera. Prima era solo un peso che gravava, economicamente parlando, sulle spalle degli enti. Il nostro gruppo ha creato invece un evento che al contribuente non costa nulla, e che vive grazie al movimento commerciale che crea. Un evento grazie al quale oggi Cremona è conosciuta in tutto il mondo, e visitata ogni anno da migliaia di turisti, quando prima era praticamente sconosciuta.

Se però si mettono i bastoni tra le ruote ai privati che cercano di far qualcosa, queste fondazioni rischieranno, tra qualche anno, di rimanere senza risorse».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su