Smaltimento rifiuti: quanto ci costa?

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Secondo i dati recentemente pubblicati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, sono solo sei le città italiane con costi di gestione e smaltimento dei rifiuti più elevati di Cremona, che spenderebbe, come riportato nella tabella in alto, 237 euro per ogni abitante. Il condizionale però, in questo caso, è d'obbligo, dal momento che i dati elaborati dalla testata sulla base delle informazioni messe a disposizione dal sito del Ministero dell'Economia non corrispondono a quelli in possesso dal Comune. Questi ultimi, al contrario, sono in linea con quanto riportato dalla più recente analisi di CittadinanzAttiva pubblicato nel febbraio di quest'anno e basato sui costi sostenuti dai cittadini nel 2011, che segnala invece Cremona come quartultimo Comune in Italia per spese di gestione dei rifiuti.

«Così come appare, la notizia riportata da Il Sole 24 Ore è falsa», commenta l'assessore alle politiche ambientali Francesco Bordi: «Se il costo pro capite fosse quello segnalato da Il Sole 24 Ore, la spesa corrisponderebbe a un totale di 17 milioni di euro annuali. Invece gli introiti legati alla Tarsu sono di appena 8 milioni di euro. Gli unici dati ufficiali da prendere in considerazione sono proprio quelli relativi alla Tarsu. Non so come siano stati elaborati i dati dalla testata né da dove siano stati presi, ma dà da pensare anche la presenza di città a costo zero, come Mantova o Piacenza, che nella realtà hanno tariffe più elevate di quelle cremonesi».

La trasparenza dei dati forniti dal Comune di Cremona, secondo l'assessore, è garantita dal sito web dell'ente locale, che segnala chiaramente le tariffe Tarsu relative alle diverse tipologie di immobile. «L'importo medio annuo è di 160 euro ogni 100 mq», prosegue l'assessore, «con 1,38863 euro al metro quadro per le abitazioni private e le loro autorimesse. Se si tiene conto del fatto che gli abitanti della città sono circa 72.000, i conti sono presto fatti, soprattutto dal momento che la Tarsu copre interamente tutti i costi del servizio».

Tra i costi presentati da Il Sole 24 Ore e quelle riportate dall'assessore, dunque, la discrepanza è di nove milioni di euro: una cifra consistente entro la quale risulta difficile fare chiarezza, eppure importante per capire almeno in parte il futuro dell'amministrazione locale e dei finanziamenti statali a sua disposizione. Quella relativa alla spesa per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti è solo una delle voci all'attenzione del decreto sulla revisione della spesa che promette di tagliare, in nome della spending review, i fondi ai Comuni e alle Regioni che eccedono nelle spese e si discostano dalle medie nazionali.

Cinque  i settori presi in considerazione:  cancelleria, materiale informatico, materiali e strumenti tecnico – specialistici, assistenza informatica e manutenzione software; pubblicazioni di giornali e riviste, acquisto di beni per spese di rappresentanza, organizzazione di manifestazioni e convegni, acquisto di servizi per spese di rappresentanza; equipaggiamenti e vestiario; contratti di servizio per il trasporto pubblico locale; contratto di servizio per smaltimento di rifiuti. E' proprio quest'ultima voce a creare maggiore perplessità: è davvero possibile che la gestione dei rifiuti costi di più al Comune di Cremona che a quello di Milano? Da dove derivano differenze così marcate con altre città come Piacenza, che riporta costi pari a zero, o Mantova, che riporta un costo di appena un euro ogni cento abitanti? «Non sappiamo - conclude Bordi - quali dati siano stati utilizzati, ma così come sono stati presentati non riflettono la situazione reale».

di Martina Pugno

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