Basket: è una Vanoli tutta da scoprire

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La Vanoli Basket, che sino a due settimane fa sembrava più in liquidazione che attiva, è invece viva e vegeta e sforna pedine del nuovo roster a getto continuo, una al giorno o quasi. Così sono già stati ufficializzati gli acquisiti dei due finlandesi Huff e Kotti, entrambi nazionali del Paese nordico, del play Johnson e dell’ala Harris, entrambi statunitensi, così come americano. Poi c’è la guardia Jarrius Jackson, il prossimo arrivo che dovrebbe acquisire il passaporto italiano in tempi brevi, mentre giovedì è arrivato l’annuncio dell’ingaggio del play Fabio Ruini. Per completare il quintetto base, mancherà solo il pivot, ma la dirigenza conferma che sono in corso diverse trattative e presto anche quel tassello sarà inserito nel roster. Si dovrà completare poi l’organico con un buon gruppo di italiani ed anche in questo settore ci si sta muovendo come si deve. Gli appassionati si chiederanno: ma che Vanoli sarà questa che cambia pelle in toto rispetto al recentissimo passato? Ci pare presto per dare giudizi od emettere verdetti, non avendo valutato de visu la squadra. Diciamo che, in linea con l’andamento economico generale del Paese e non solo del basket, questa nuova Vanoli è il frutto di bilanci più compressi, di voglia di scommetterci, anche da parte di Attilio Caja, della volontà societaria di provarci ancora per non deludere nessuno e restare ai vertici della pallacanestro nazionale senza fare pazzie, ma nell’ormai consolidato rispetto di impegni onorati verso tutti. Non può che meritare entusiasmo, passione e condivisione questo progetto, da ogni parte lo si esamini, in attesa di vedere nel contesto della nuova serie A cosa possa valere sul piano squisitamente tecnico. Non dimentichiamo che molte sono le società che hanno o dovranno fare i conti con le minori entrate in arrivo da sponsor o enti vari, per cui se si escludono gli squadroni come Siena, Milano e Cantù, non vediamo al momento quali altri team superiori alla media. Probabilmente lottando e sputando sangue, sposando insomma in pieno la filosofia del coach, la nuova Vanoli potrebbe prendersi qualche soddisfazione e mantenere la categoria. Questo ovviamente è quel che ci auguriamo noi tutti ammalati di basket, che non diserteremo il PalaRadi perché vogliamo provare ad emozionarci ancora e per passare un pomeriggio in serenità accanto ai nostri nuovi eroi, senza dimenticare quelli del passato, lontano o recente.
LA SCHEDA DI RUINI Nato a Reggio Emilia il 10 gennaio 1980, Fabio Ruini è alto 186 centimetri per 80 chilogrammi di peso. Giocatore di grande energia e temperamento, oltre che ottimo difensore, Fabio è regista che sa dare ritmo ai compagni ed è in grado di prendersi anche responsabilità importanti al tiro. Arriva a Cremona dopo un’ottima stagione in Legadue con la squadra della sua città natale, con la quale ha conquistato la promozione diretta nella massima serie. Prodotto del vivaio della Virtus Bologna, con la quale ha esordito giovanissimo in serie A nel 1997, vanta una buona esperienza nella seconda Lega, vestendo le canotte di Ferrara (2002-2004), Fabriano (2005-2008), Roseto (2008-2009) e Scafati (2009-2010). Dopo un anno in Divisione Nazionale A con la maglia di Latina ha giocato, come detto, lo scorso anno a Reggio Emilia con la Trenkwalder (5.1 punti, 1.7 rimbalzi e 1.1 assist in 18 minuti di media a partita).

di Giovanni Zagni

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