Silos esploso a Orzinuovi, muore uno dei due operai ricoverati

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Sette lunghi giorni tra la vita e la morte in una camera d’ospedale finché il suo corpo non ha smesso di lottare. Non ce l’ha fatta Ferdinando Gatti, l’artigiano 49enne di Paratico, investito in pieno lunedì scorso dall’esplosione di un silos al mangimificio di Orzinuovi. Stamattina, in seguito a gravi complicazioni polmonari, il suo cuore ha cessato definitivamente di battere all’Ospedale San Martino di Genova, dove l’uomo era stato ricoverato d’urgenza.
Eppure, le lesioni e le ustioni riportate in seguito all’incidente non erano sembrate gravissime. Ma si è rivelato fatale quanto Gatti avrebbe respirato negli istanti successivi all’esplosione. Dopo la scomparsa del 49enne, che lascia una moglie e due figlie, il paese di Paratico resta col fiato sospeso per l’altro operaio coinvolto nell’esplosione, il 21enne Davide Siroli, che, diversamente da Gatti, era stato investito dal ritorno di fiamma riportando ustioni gravissime su 70% del corpo. Anche lui attualmente sta lottando tra la vita e la morte al Bufalini di Genova. Sulle sue condizioni i medici sono per ora ancora molto cauti.
Lunedì scorso i due operai della Smac di Paratico, specializzata nella fornitura di impianti, stavano sostituendo un silos nel mangimificio di via Arnaldo da Brescia. Lo scoppio sarebbe stato causato da un contatto tra la fiamma ossidrica utilizzata dai due e i residui di gas di fermentazione presenti all’interno del contenitore. La micidiale miscela aveva fatto esplodere il silos investendo in pieno i due operai.

mi.sco.


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