Il punto sulle municipalizzate: chi le guida e quanto guadagna

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Spiegare l’universo delle società partecipate dal comune di Crema, non è cosa facile. Per cominciare possiamo dire che il comune vanta partecipazioni dirette in almeno 16 soggetti  tra: associazioni, società, cooperative, fondazioni.  Attraverso alcune di queste, le più importanti, il comune ne controlla almeno altre quattro, che a loro volta ne controllano altre due.  Insomma, un  labirinto fatto di poltrone, nomine, potere ma soprattutto, compensi.

Se è vero che, per gran parte delle 16 società o enti a partecipazione diretta, ai membri del Cda non spetta nessun compenso è anche vero che per le altre, le indennità di carica sono piuttosto elevate. E’ il caso di Scrp. La società Cremasca Reti e Patrimonio partecipata dai comuni cremaschi e dalla Provincia di Cremona. Il comune di Crema ne possiede poco più del 25%. Il Cda è composto da un presidente, Corrado Bonoldi e 4 rappresentanti: Giuseppe Tomaselli, Pietro Margheritti, Giovanni Belloni, e il neo nominato Dino Martinazzoli. Al presidente, spetta un compenso mensile lordo di 2.119 euro per 12 mensilità. Ai consiglieri 900 euro lordi, sempre per 12 mensilità.

Altra società partecipata dai comuni, altri compensi. Parliamo di Padania Acque. Il presidente del consiglio di amministrazione è Ercole Barbati, che percepisce 2.530 euro lordi per 12 mensilità. Assieme a lui siedono nel consiglio di amministrazione altre 4 persone: Alessandro Lanfranchi, Vittorio Ceresini, Nicola Bandera e Giorgio Picco. Ai primi tre, viene corrisposta una indennità di carica di 935 euro lordi al mese, a Picco in quanto già sindaco di Capergnanica e quindi beneficiario di altra indennità, nessun gettone. La palma di cenerentola dei compensi, spetta al neo nominato Claudio Bettinelli. A lui, come amministratore unico di Cremasca Servizi dovrebbero spettare 12 mensilità lorde da 300 euro. Una cifra che, se  paragonata alle altre, è simbolica.

Cremasca Servizi è una società a responsabilità limitata, ha un capitale di 20 mila euro ed è di proprietà del comune di Crema. Fin qui è tutto normale, se non fosse che a dispetto del nome la «Cremasca Servizi» ai cittadini, di servizi, non ne offre. Ovvero: se Padania Acque, Scrp, Scs Servizi Locali e Gestioni, Scca e tante altre, si occupano di smaltimento rifiuti, ciclo idrico e teleriscaldamento; Cremasca Servizi non serve a nulla. E’ solo la cassaforte del comune di Crema, attraverso la quale l’amministrazione possiede il 35 % di Scs Servizi Locali ed il 35% di Scs Spa, altra società “filtro” che serve al comune per possedere il 14% di Lgh che possiede a sua volta il 100% di Scs Gestioni, la società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti.

In periodo di spending review il dibattito è molto acceso. Che siano vere e proprie holding o semplici società a responsabilità limitata, queste realtà, vanno gestite. Vanno pagati gli amministratori, che quasi sempre sono di nomina politica, ma vanno pagati anche i tutti i costi operativi e di gestione. A rimetterci, come sempre, i cittadini. Perché, nonostante lo sforzo che queste società mettono in campo per rimanere competitive sul mercato, realizzando veri e propri business, è anche vero che alcuni bilanci parlano chiaro. Le perdite ci sono.

di Michela Bettinelli Rossi

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