Pendolari, in arrivo nuovi aumenti

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Nuovi aumenti del prezzo del biglietto per i pendolari della Lombardia. Il sovrapprezzo - che riguarderà i soli treni regionali - scatterà dal primo settembre e sarà pari a 2,64 per cento. A stabilirlo è una delibera approvata dalla giunta regionale che la motiva come «un adeguamento ordinario ai tassi d'inflazione, calcolato in relazione ai parametri di efficienza del servizio» ha spiegato l'assessore regionale Carlo Cattaneo.

Un aumento di scarsa entità, secondo la Regione. Ma i pendolari non ci stanno. I continui disagi lungo la linea portano a non accettare aumenti che, come al solito, non si accompagnano ad alcun miglioramento qualitativo.

«Siamo alle solite» racconta Matteo Casoni, portavoce del comitato della tratta Milano-Cremona-Mantova, InOrario. «Siamo decisamente contrari a qualsiasi aumento, soprattutto a fronte di una situazione che non accenna a migliorare». I problemi sono sempre gli stessi: carrozze ghiacciate accanto ad altre bollenti, dove l'aria condizionata proprio non funziona. Ma ancora, notizia di questi giorni,  le porte non funzionanti. «Capita spesso di trovare carrozze con porte guaste. Giusto ieri (lunedì, ndr) ho viaggiato su un treno con 5 porte fuori servizio. Il tutto crea non pochi problemi a chi viaggia.

«I nuovi treni restaurati, che ci avevano "venduto" come miracolosi, hanno ancora più problemi di quelli vecchi. La puntualità in questi mesi, essendo il traffico ferroviario inferiore, non è un grosso problema, ma i disagi permangono. A fronte di questo ci prendono in giro dicendo che aumentano i prezzi per migliorare il servizio. Peccato che in tanti anni questo miglioramento non si sia mai visto».

Secondo Legambiente Lombardia è assurdo pensare a incrementi del costo del biglietto che non si accompagnino a un reale incremento del servizio. «Negli ultimi dieci anni abbiamo visto incrementi pari a oltre il 50%» sottolinea Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia. «Hanno fatto un restyling ai treni, spacciandoli per i treni più nuovi e tecnologici, e funzionano peggio degli altri. La qualità dell'offerta è decisamente scadente, e non certo commisurata al costo del servizio». Insomma, non basta la crisi che sta incidendo pesantemente sull'economia di molte famiglie: l'ennesima stangata si abbatte su chi è costretto a viaggiare per lavoro, e che non solo vedrà aumentare il costo del biglietto del treno, ma anche quello dei bus. L'incremento dei prezzi andrà a riguardare sia i biglietti sia gli abbonamenti e non sarà di lieve entità.

Insieme agli aumenti tariffari, pare che siano in arrivo cambiamenti per gli abbonati di Trenord, che presto potranno usufruire di un nuovo sistema di ricarica, che dovrebbe semplificare notevolmente l'operazione. Sarà possibile infatti ricaricare la propria tessera attraverso gli sportelli di Unicredit presenti in Lombardia e scegliere la formula di abbonamento che si addice meglio ad ogni utente e questo potrà essere fatto anche da chi normalmente non è un cliente di Unicredit.

L'abbonamento potrà essere richiesto in modo molto semplice, visto che basterà inserire la propria carta bancomat all'interno del terminale pagamenti-trasporti, digitare il numero della propria tessera «Itinero» o la Carta Regionale dei Servizi abilitata e selezionare il rinnovo che era già stato caricato.

A ogni controllo in treno sarà poi necessario presentare la ricevuta che verrà consegnata al termine dell'operazione. Al primo viaggio, la tessera dovrà essere convalidata in stazione attraverso gli appositi tornelli o le convalidatrici, ma con la possibilità di effettuare il rinnovo mensile già dal 22 del mese precedente per evitare di perdere tempo in inutili code.

di Laura Bosio

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