Con Carlini la Cremo è a posto

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Buona la prima, ora però serve perfezionare la corazzata. Dopo le ottime indicazioni pervenute dal trionfale 4-0 rifilato al Chieri nel primo turno della Tim Cup, la Cremonese di mister Brevi si appresta ora a vivere l’ultimo spezzone di preparazione per perfezionarsi in vista del sempre più imminente inizio di campionato. Per farlo, oltre al-l’esperto Davide Baiocco (classe ’75) per la mediana, il diesse Zocchi ha ulteriormente attinto dal portafoglio grigiorosso, assicurandosi il talentuoso esterno offensivo Massimiliano Carlini (classe ’86) dal Sorrento. L’ala di Terracina, destro naturale ma in grado di giocare indifferentemente sia a destra che a sinistra, ai tempi del Chievo sembrava un’autentica promessa, in procinto di debuttare anche nell’Under 21 azzurra, ma ha poi dovuto convivere con una problematica forma di pubalgia che l’ha costretta a ripartire dalle categorie inferiori. Nello scacchiere di Brevi, dunque, ora non sembra mancare più nulla, se non un terzino sinistro, sebbene Visconti continui a dare indicazioni positive in quel ruolo. Lo stesso dicasi del gigante Djuric, autore di un gol da arietone d’area di testa, così come dall’esperto Marotta, che è piaciuto nei movimenti da seconda punta o punta esterna. Bene Filippini, con la sua doppietta e Le Noci che ha svariato molto nella prima frazione. In difesa, i nuovi Cangi e Moi dimostrano affidabilità ed esperienza, mentre Cremonesi sembra sulla via del pieno recupero dopo il lungo infortunio. Il resto lo si vedrà nelle prossime uscite, ad iniziare dall’amichevole con l’Atalanta e dal prossimo impegno in Coppa contro il Brescia, ma senza dubbio c’è ancora molto da lavorare per il giusto rodaggio di una formazione che deve pensare a traguardi ambiziosi.
Fare i primi bilanci è senza dubbio prematuro, resta tuttavia l’impressione che per la prima volta si stia lavorando davvero in simbiosi tra società e squadra. L’ambiente, nonostante le innumerevoli delusioni delle ultime stagioni, inizia a crederci ed è pronto a seguire in massa una nuova ed emozionante sfida. 

di Matteo Volpi

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