Londra 2012: Italia promossa con riserva

+ 19
+ 16


«Siano nel G8 dello sport mondiale», ha affermato con soddisfazione il presidente del Coni, Gianni Petrucci. Alla vigilia dei Giochi di Londra il timore di un flop era elevato, soprattutto perché il molte discipline eravamo poco competitivi. Ripetere Pechino 2008 appariva complicato, ma a sorpresa gli azzurri hanno addirittura conquistato una medaglia in più (28), confermando il bottino di ori (8) di quattro anni fa. E poteva andare anche meglio, se le giurie non avessero fatto sfumare quattro bronzi (due nella ginnastica e due nei tuffi) e un oro nel pugilato più che meritati. Va bene lo stesso, anche se l'exploit londinese nasconde l'affanno di alcune discipline come l'atletica, il nuoto, la canoa, il ciclismo su pista e in parte il canottaggio (che ha già cambiato direttore tecnico). Occorre un ricambio generazionale e soprattutto programmi a lunga scadenza, che le imprese dei singoli (vedi Pellegrini nel nuoto) hanno spesso messo in secondo piano. In fondo, le risorse economiche a disposizione della scherma non sono superiori a quelli di altre discipline in difficoltà, ma in pedana esiste una scuola che sforna grandi talenti a getto continuo. Merito di tecnici conteggiati da tutto il mondo e che altri sport non hanno. In questi casi l'ingaggio di allenatori stranieri potrebbe essere una soluzione vincente, che non ferirebbe l'orgoglio italico. Rio 2016 è lontana, ma è da subito che si costruiscono i successi olimpici. Forza e coraggio, perché ce la faremo anche stavolta...

di Fabio Varesi

Segnala questo articolo su