TIGLIO (tilia cordata miller)

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di Ermanna Allevi

I tigli sono alberi imponenti, anche se, sopratutto gli ibridi, non sempre raggiungono altezze maestose. Intensamente profumati, sono molto apprezzati per viali, parchi e giardini e ne esistono diverse varietà. Appartiene alla famiglia delle Tiliaceae ed è governata da Venere, pianta sacra ad Afrodite, per questo era considerata il simbolo della femminilità. La mitologia greca racconta che Filira, una ninfa figlia di Oceano, ebbe un figlio da Cronos che nacque deforme. Per la vergogna la ninfa chiese al padre che le togliesse la vita, ma questi la trasformò in una pianta di tiglio. Suo figlio, il centauro Chirone, diventò un illustre guaritore, potere che gli veniva dato dalla madre, essendi il tiglio uno dei rimedi più antichi. I greci conoscevano le proprietà calmanti dei fiori di tiglio e ne facevano risalire l'uso all'età dell'oro. Oltre ai fiori, veniva utilizzato il libro che si trova tra la corteccia e il legno, che chiamavano phlyra, e, con la sua lavorazione, si ottenevano carta e stuoie. Un'altra antica leggenda greca narra che Bauci e Filemone erano due vecchi sposi ancora innamorati l'uno dell'altra. Un giorno bussarono alla loro porta Zeus ed Ermes sotto sembianze umane e, di tutto il villaggio, furono gli unici ad accoglierli benevolmente e offrire loro ospitalità. A quel punto gli dei gli concessero di sopravvivere alla punizione che avrebbero inflitto a tutti gli altri uomini e di esaudire la loro preghiera di morire insieme e di restare uniti anche dopo la morte. Un giorno, Filemone e Bauci, ormai vecchi, iniziarono a trasformarsi, Bauci in una quercia e Filemone in tiglio, affinché potessero congiungersi con i loro rami. Per questo viene considerato l'albero dell'amore coniugale. Fin dall'antichità il tiglio è stato utilizzato dagli erboristi. I suoi fiori hanno qualità sedative, altre parti sono un rimedio per l'insonnia, per il nervosismo, per cefalee e emicranie. Nel 1848 il naturalista Duchatre scriveva che tutte le parti del tiglio sono utile, ognuna a modo suo. I Romani usavano le foglie come foraggio per gli animali e ancor oggi in alcuni Paesi vengono usate per il bestiame. Fra le varie leggende legate al tiglio si trova l'eroe dei Nibelunghi: Sigfrido, il quale, dopo aver ucciso il drago Fafuir, si bagnò nel suo sangue per diventare invulnerabile, ma mentre si bagnava nel sangue del mostro, una foglia di tiglio si posò sulla sua spalla, unico punto debole che gli fu fatale. I fiori hanno proprietà emollienti, sudoripare, decongestionanti, vasodilatatrici, antispasmodiche, sedative; contiene anche flavonoidi, polifenoli, vitamina C e nelle foglie: azoto. Si utilizza come calmante e ansiolitico, disinfiammante, utile anche per la circolazione. Si utilizzano impacchi di tiglio per palpebre gonfie e occhiaie, mentre l'olio ricavato dai semi viene utilizzato per scottature e arrossamenti. In Liguria viene chiamato: Tiggiu; in Piemonte: Tii, Tilleul; in Lombardia: Tei, Tel; in Veneto: Teja, Tejo; in Emilia: Telli, Teglia; in Toscana: Tiglio femmina.

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