Incendi, in fiamme 36 ettari di terreno

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Ancora caldo e siccità, con dati assolutamente allarmanti. Risale a giugno l’ultima perturbazione che ha portato sensibili precipitazioni sulle regioni settentrionali e la situazione desta numerose preoccupazioni anche sul fronte degli incendi. L’estate 2012 infatti è stata arroventata non solo dalle temperature, ma anche dal divampare di roghi incontrollati da Nord a Sud e le ultime settimane per i vigili del fuoco sono state davvero impegnative, e non solamente nell’Italia meridionale o centrale, dove i fenomeno si ripresenta ormai da diversi anni. Anche in Lombardia si nota un forte incremento sia del numero degli incendi che di quello di uomini e mezzi impiegati per domarli, e l’emergenza non risparmia neppure la provincia di Cremona. L’anno scorso, la media giornaliera di pompieri impegnati negli incendi boschivi in Lombardia era di 56 unità con 30 mezzi (con una variazione della situazione da provincia a provincia). Secondo il quadro fornito dalla Direzione regionale lombarda, nella nostra regione i vigili del fuoco sono costretti a lavorare il doppio rispetto al 2011. E se i numeri da inizio luglio rendono conto di interventi massicci (25mila sul l’intero territorio italiano), 1.149 di questi riguardano la nostra regione, dove nel 2011 se ne erano registrati “solo” 157. In Lombardia sono già 200 gli ettari di bosco bruciati quest’anno, e per domare le fiamme nelle aree verdi nelle province lombarde ogni giorno occorrono 90 uomini e 47 autobotti.
A livello regionale prima è Milano con 460 interventi, seguita da Brescia e dalle altre città. La provincia di Brescia, infatti, dove gli interventi sono stati 202 con circa 8 mezzi e 15 uomini impegnati quotidianamente, ha visto andare in fumo ben sette ettari di bosco. E 60 sarebbero gli ettari di verde andati in fumo in quella di Bergamo, dove la media quotidiana è di cinque pompieri e tre autobotti impiegati ogni giorno.
Un enorme impegno, dunque, che si è dispiegato anche nel cremonese, dove, solamente nelle ultime settimane, i vigili del fuoco di via Nazario Sauro sono dovuti intervenire più volte con una media quotidiana di circa 3 mezzi al giorno, per sedare roghi anche imponenti scoppiati in diverse parti della provincia. Ed alla fine dei 75 interventi condotti sull’intero territorio il bilancio è tutt’altro che incoraggiante: sono 36 gli ettari già divorati quest’estate dalle fiamme nella nostra provincia. Complici incendi di vaste proporzioni come quello scoppiato lo scorso 16 agosto al parco di Spino d’Adda: solo in quell’occasione sono andati in fumo circa 3500 mq di parco. Il rogo, esteso in quattro punti lungo il canale Vacchelli, ha richiesto l’intervento di ben 20 uomini e 7 mezzi dai comandi di Cremona, Crema e Lodi. Altre migliaia di metri quadrati di territorio sono andate in fumo nei tre incendi scoppiati martedì 21 agosto lungo i binari della linea ferroviaria Milano Mantova, fra la stazione di Gera di Pizzighettone e il cimitero di Maleo, nel Lodigiano, causando anche notevoli disagi nel traffico ferroviario. In provincia di Cremona, ormai da diverse settimane si attende l'arrivo della pioggia e la siccità potrebbe favorire il ripresentarsi di episodi simili. Ancora 1500 metri quadrati di campi sono stati divorati dalle fiamme propagatesi lo scorso sabato 24 da un focolaio lungo la strada bassa per Casalmaggiore, tra Motta Baluffi e Scandolara Ravara, mentre domenica le fiamme sono scoppiate alle porte di Cremona, alla fine di via Giuseppina, richiedendo l’intervento di ben 5 autobotti e diverse ore di intervento. In molti casi non è da escludere il dolo, nonostante le difficoltà a riconoscere le origini delle fiamme, causa l’avanzato stato dei roghi all’arrivo degli uomini del 115.

di Michele Scolari
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