Dermatiti croniche, nuovo ambulatorio

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Un nuovo ambulatorio per i pazienti dermatologici cronici aprirà i battenti lunedì 3 settembre all'Ospedale  di Cremona, presso l'unità operativa di dermatologia, diretta dal dottor Gioacchino Caresana.

Un'iniziativa nata dalla collaborazione tra l'Azienda ospedaliera e l'associazione “Amici per la pelle”, che rappresenta «un traguardo importante» come sottolinea Simona Mariani, direttore generale del nosocomio locale. «Va ricordato che l’unità operativa di Dermatologia di Cremona è già Centro di riferimento territoriale per la Psoriasi, una patologia cronica che - quando si manifesta con dermatosi estese - può diventare per certi aspetti invalidante, soprattutto sotto il profilo psicologico. In tale contesto ecco che il nuovo ambulatorio non fa che accrescere le potenzialità già alte di un reparto all’avanguardia, in grado di fornire tutte le terapie di ultimissima generazione».

Il nuovo ambulatorio sarà dunque attivo dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 14.  A questo servizio accederanno i pazienti che, previa visita dermatologica prenotata tramite Cup, necessitano, in base alla valutazione clinica dei medici ospedalieri, di alcune specifiche prestazioni.

«La nostra attenzione per le patologie cutanee croniche è antica quanto la nostra specialità» ha spiegato il dottor Caresana. «Con la deospedalizzazione di molte patologie dermatologiche, molti malati che in passato venivano trattati con medicazioni topiche in degenza ospedaliera, vengono ora trattati in regime ambulatoriale. Questo è stato reso possibile dalla disponibilità di nuove soluzioni terapeutiche. Tuttavia nei casi in cui vi è necessità di effettuare medicazioni estese su gran parte della superficie corporea, i malati psoriasici o affetti da estese dermatosi possono trovarsi in difficoltà, di qui l’esigenza di poter far riferimento ad una struttura dermatologica attrezzata per queste necessità e dotata di personale infermieristico esperto e qualificato».

Ma di fatto quali sono le caratteristiche della psoriasi?

«Si tratta di una malattia della pelle che ha il carattere della cronicità, e che talvolta può colpire le articolazioni. Essa riguarda circa il 3% della popolazione».

Ci parli dei sintomi.

«Essa si presenta con placche infiltrate e arrossate ricoperte da squame biancastre, e colpisce con maggiore frequenza alcune parti del corpo ben specifiche, come i gomiti, le ginocchia, la regione sacrale. Naturalmente può interessare anche altre parti del corpo».

Parliamo delle cause.

«Esse dipendono dall’interazione di fattori scatenanti ambientali e fattori predisponenti genetici, che determinano una risposta immunologica».

Come si può curare la patologia?

«Le cure attualmente disponibili agiscono principalmente sui fattori immunologici coinvolti nella patogenesi della malattia. Si va dai topici a basi di derivati della vitamina D, ai classici preparati riducenti a base di catrame minerale e ditranolo, ai preparati decapanti a base di cheratolitici per rimuovere le squame che ricoprono le placche psoriasiche, ai retinoidi topici, passando per le varie associazioni con cortisonici topici, o ai soli cortisonici topici: rapidi nell’azione, quanto talvolta abusati, fino a giungere agli immunosoppressori topici. Anche i retinoidi sistemici trovano indicazione nella terapia della psoriasi oltre che ai fumarati, che però non sono disponibili in Italia. I farmaci più innovativi sono però i cosiddetti farmaci biologici».

Di cosa si tratta?

«E' una categoria di farmaci ottenuti con sofisticate procedure di biologia molecolare, attraverso la manipolazione di organismi biologici, essenzialmente batteri. Sono farmaci molto efficaci, che però esercitano anch’essi un’azione immunosoppressiva e vanno utilizzati con prudenza in casi selezionati, solo nei casi non siano possibili terapie alternative efficaci e sicure».

Quanto incide lo stile di vita sul funzionamento della cura?

«In realtà è molto importante seguire uno stile di vita equilibrato sotto il profilo alimentare, evitando gli eccessi calori e il sovrappeso. Fondamentale anche ridurre il consumo di alcolici (non più di un bicchiere di vino a pasto) ed evitare completamente il fumo di sigaretta».

di Laura Bosio

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