Province - Fli, la voce fuori dal coro: meglio con Brescia

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E' una voce fuori dal coro, quella di Futuro e Libertà di Cremona, che interviene nel dibattito sul futuro delle Province, in riferimento a Brescia, quando tutti ormai sostengono l'ipotesi di un'unione tra Lodi, Cremona e Mantova, forse anche con un possibile coinvolgimento di Pavia. «Gli altri non capiscono» esordisce Giovanni Martinelli, vice coordinatore provinciale e responsabile cittadino di Futuro e Libertà. «I motivi per scegliere Brescia? Siamo convinti che sia la provincia meglio collegata a Cremona, con un'autostrada percorribile in 35 minuti e una linea ferroviaria dedicata. Vogliamo calcolare quanto ci si impiega, da Cremona, a raggiungere Mantova o Lodi? Un'ora e venti per la prima, circa un'ora per la seconda. Quali vantaggi porterebbe alla nostra città un collegamento di questo tipo? Inoltre a Brescia c'è l'aeroporto di Montichiari, distante solo 55 km da Cremona, che potrebbe essere potenziato e generare occupazione, salvaguardando il futuro dei nostri giovani. Brescia, dal canto suo, potrebbe essere interessata ad avere uno sbocco sul fiume Po, che verrebbe gestito in maniera più razionale e produttiva».

Insomma, una unione che, secondo Martinelli, andrebbe a beneficio dei cittadini di entrambe le province. «Calcoliamo che la fusione con Brescia che, con i suoi 1.263.000 abitanti, è la seconda provincia lombarda, ci regalerebbe una provincia di oltre 1.600.000 abitanti consolidando ulteriormente la nostra posizione in Lombardia».

Fli solleva anche dubbi sulle opportunità che due province come Mantova e Lodi, che come dimensioni sono molto simili a Cremona, potrebbero offrirci. «Il dinamismo industriale ed agricolo di Brescia troverebbe in Cremona la vivacità artigianale e la grande capacità agricola creando un nuovo polo agroalimentare e industriale. I due territori potrebbero completarsi a vicenda, come invece non potrebbe accadere con Lodi e Mantova. In alternativa ci sarebbe anche un'altra ipotesi da considerare: Cremona potrebbe dividersi in base alle proprie vocazioni: Crema potrebbe andare con Bergamo, il Casalasco con Mantova, e la parte centrale della provincia con Brescia».

Un discorso da non sottovalutare, infine, è quello della crisi economica: «E' vero che anche Brescia risente della crisi, ma sicuramente, viste le sue dimensioni industriali ed economiche, quando verrà la ripresa sarà tra le prime a ripartire» conclude Martinelli. «Quindi se andremo in quella direzione avremo buone opportunità. Con Mantova e Lodi ci metteremmo il doppio del tempo».

di Laura Bosio

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