Cremona - Imu: mancano entrate per due milioni

+ 26
+ 29


L’assessore al bilancio Roberto Nolli: «Probabilmente c’è stato un errore nelle stime fatte dal Catasto»
In mancato introito di circa due milioni di euro: questo quanto emerge dai primi calcoli sul gettito di Imu in arrivo nelle casse del Comune di Cremona. In sostanza sono arrivate circa l'8% di risorse in meno rispetto a quanto era previsto secondo le stime del Catasto di Cremona, che arrivavano direttamente dal ministero. «Questo problema si è verificato in parecchie città, e questo mi fa seriamente pensare che vi sia un problema di errate previsioni, come del resto aveva già denunciato l'Anci» spiega l'assessore al bilancio, Roberto Nolli. E' infatti dei giorni scorsi la segnalazione dell'Anci, secondo cui moltissimi sono i Comuni che hanno segnalato una situazione simile, chiedendo al Governo di intervenire. «Con questa situazione, contrariamente a quanto previsto dalla norma, si taglia a molti Comuni un importo di gran lunga maggiore di quanto in effetti riscosso con l'Imu, creando così situazioni di buchi di entrata irreparabili a questo punto dell'esercizio finanziario e del tutto insostenibili ». Accanto al problema delle sovrastime, ovviamente, c'è sicuramente anche una percentuale di errore da parte dei cittadini, oltre a qualche "furbetto", che non ha pagato l'aliquota dovuta, come testimonia il fatto che mancano all'appello numerosi pagamenti. «Balza all'occhio anche un dato: sono risultati pagamenti per la prima casa decisamente superiori a quanto previsto. Questo significa che qualcuno ha pagato la seconda casa come fosse prima » spiega ancora Nolli. «Questo buco potrebbe mettere a rischio il patto di stabilità: secondo le prescrizioni, infatti, il Comune dovrebbe avere a bilancio un saldo in attivo di 8,5 milioni, mentre così ve ne sono due in meno». Naturalmente si tratta solo di stime parziali, che dovranno essere verificate. «Gli uffici dovranno ora determinare chi ha pagato o sta pagando meno del dovuto» continua l'assessore. «A queste persone chiederemo di mettersi in regola. Molti probabilmente hanno semplicemente commesso un errore, ma ci sarà anche chi ha voluto fare il furbo. Qualunque sia la verità, oggi ci troviamo con due milioni in meno in bilancio, senza sapere se e quando questi soldi entreranno. Non possiamo permetterci di non rispettare il patto di stabilità».

A tutto ciò, tra l'altro, si aggiungono circa un altro milione e mezzo di mancate entrate, tra Tarsu, oneri di urbanizzazione e altre tariffe comunali, e l'ennesimo taglio operato dalla spending review. Il non rispetto del patto di stabilità, del resto, potrebbe comportare numerosissimi problemi per il Comune. Ad oggi vi sono incassi potenziali previsti per 11 milioni di euro, a fronte di 6 di pagamenti da affrontare. Se vengono meno due milioni all'attivo, essi andranno dunque recuperati altrove, e per riuscirvi Nolli sta già mettendo in programma numerose azioni, incentrate soprattutto nell'alienazioni di immobili pubblici, nella vendita delle quote dell'A21 e in nuovi tagli sugli assessorati. Tuttavia il problema non può essere risolto solo a livello locale, come fa notare l'Anci. «E' indispensabile che il Governo corregga i tagli ai trasferimenti tenendo conto del gettito reale dell'Imu» sottolineano dai vertici. «I bilanci risicati dei piccoli Comuni, in particolare, non sono in grado di sostenere questi ulteriori e del tutto ingiusti salassi, così come sarà tecnicamente, oltre che finanziariamente, impossibile per loro gestire i vincoli del patto di stabilità dal 2013». Una situazione che, senza modifiche urgenti, determinerà numerosi dissesti nei bilanci comunali, con blocchi estesi di servizi essenziali, blocco di pagamenti alle imprese e degli investimenti. «Una drammatica gelata sulle economie locali, già in grave difficoltà» sottolineano ancora dall'Anci. «Si tratta di un colpo altrettanto drammatico al sistema dei servizi essenziali ai cittadini. Senza risposte urgenti da parte del Governo su questi due punti per evitare ulteriori e intollerabili aggravi del carico tributario su cittadini e imprese, non resterà altra via che quella di una mobilitazione e di iniziative straordinarie».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su