«Non è affatto vero che privato è uguale a maggior efficienza»

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Le dichiarazioni del vicesindaco Carlo Malvezzi sulla necessità di ridurre l'impegno pubblico nella gestione dei servizi non sono affatto condivise dal mondo sindacale, che da tempo contesta le politiche di esternalizzazione portate avanti dall'Amministrazione comunale. Ne abbiamo parlato con Roberto Dusi, responsabile della funzione pubblica della Cisl di Cremona. «Sono convinto che ridurre l'impegno pubblico non sia la strada giusta da percorrere» sottolinea il sindacalista. «L'equazione che il vice sindaco vorrebbe far passare, ossia "privato uguale maggior efficienza", non è certo attendibile; abbiamo degli esempi, anche nella nostra realtà cremonese, di servizi pubblici che fanno lo stesso lavoro di altre private, con bilanci però decisamente migliori. E' il caso, ad esempio, delle case di riposo». Il vice sindaco afferma che è necessario rivedere determinati servizi di tipo pubblico, perché esternalizzandoli se ne aumenterebbe efficienza e qualità. Cosa ne pensa? «Penso che sarebbe dovere dell'Amministrazione investire sul proprio personale e sulle alte professionalità di cui può disporre, tanto che in questo modo potrebbe rendere decisamente il pubblico efficiente quanto e più del privato. Come è stato fatto in diverse città del Nord Europa, è fondamentale investire in formazione dei dipendenti e know how».

Intanto il Comune ha fatto il primo passo, con l'esternalizzazione del tempo lungo... «Una scelta che naturalmente il sindacato non condivide. Prima di tutto il risparmio individuato dal Comune con questa esternalizzazione è solo presunto, e vedremo alla fine della sperimentazione se si concretizzerà. Intanto però con questa manovra delle persone sono rimaste senza lavoro». Quali sono i motivi della vostra contrarietà alle privatizzazioni? «Facendo un discorso generale, e non solo locale, ho l'impressione che dietro a queste manovre vi siano dei disegni specifici. Da un lato potrebbero essere la scorciatoia per un ente che da solo non sa gestire i servizi e che quindi prende la via più comoda facendoli gestire ad altri, invece che impegnarsi nel riorganizzarli. Inoltre, in alcune situazioni, l'affidamento all'esterno di alcuni servizi preoccupa per le modalità con cui viene attuato, in quanto il privato è fatto di rapporti lavorativi molto meno trasparenti del pubblico, e con costi del lavoro inferiori. Non è accettabile che due persone che svolgono lo stesso tipo di lavoro percepiscano differenti stipendi. Un'altra cosa che ci preoccupa è lo smantellamento del patrimonio pubblico: se da un lato alienare beni può essere una soluzione per reperire risorse nell'immediato, dall'altro bisogna ricordare che vi sono degli uffici pubblici collocati in strutture dove l'ente deve pagare un affitto, mentre le strutture comunali restano vuote, e questo non va bene». Tuttavia in un'epoca di tagli come quella attuale l'ente locale ha necessità di risparmiare... «In realtà i Comuni hanno il dovere di andar a reperire le risorse di cui hanno necessità cercando di presidiare il fenomeno dell'evasione fiscale e verificando che i servizi siano erogati per chi ne ha davvero bisogno. E' poi necessario effettuare un'analisi dei fabbisogno di personale e riorganizzare al meglio le risorse disponibili. Una volta fatto questo si potranno pensare strade diverse: noi non siamo contrari a prescindere alle cooperative private, ma vogliamo che le procedure siano corrette. Siamo i primi a dire che l'ente pubblico necessita di una riorganizzazione, ma chiediamo che sia fatta in modo chiaro e trasparente, pensando alla tutela dei lavoratori e senza lasciar da parte i sindacati». Secondo il vice sindaco, il rischio, se non si esternalizza, è dover mettere ancora le mani in tasca alla gente... «La scommessa di oggi non può essere quella di chiedere nuove risorse ai cittadini, che già sono alla canna del gas.

Ritengo che al contrario la pressione fiscale debba diminuire. La nuova frontiera, invece, deve essere quella di eliminare davvero gli sprechi, ma secondo me qui a Cremona non si è fatto abbastanza in questa direzione». E' vero che privatizzare non comporterà costi maggiori per i cittadini? «Non ne sono convinto, perché attualmente non sappiamo ancora se l'esternalizzazione del tempo prolungato non richiederà una rimodulazione dei costi in corso d'opera». Malvezzi afferma che la politica del rigore non ha dato risultati. Condivide? «Non è proprio così. Di interventi, anche molto pesanti, fatti a livello statale sul pubblico impiego, ce ne sono stati; la cosa strana è che con tutto ciò la spesa pubblica sia aumentata invece che diminuire. Questo significa che le cose non sono state fatte al meglio». E' vero, secondo lei, che lo Stato è troppo presente nella vita dei cittadini? «Non credo. Sono convinto invece che i cittadini abbiano bisogno di uno Stato "buono", che faccia per loro cose positive, e questo adesso non c'è». Come agirete rispetto alle scelte di esternalizzazione del Comune? «Il sindacato è sempre stato disponibile al confronto, ma d'ora in poi saremo sempre pronti a intervenire quando vedremo che i soldi pubblici verranno usati male, perché nella situazione di macelleria sociale in cui ci troviamo ora, tutelare i più deboli diventa essenziale».

di Laura Bosio

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