Tredici scuole cremonesi senza “preside”

+ 34
+ 32


Sono 13 su un totale di 51 le scuole cremonesi rimaste senza dirigente scolastico, dopo che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva della sentenza del Tar, che ha provocato un vuoto di direzione del sistema scolastico lombardo, annullando di fatto il concorso per 355 posti da dirigente svoltosi nei mesi scorsi e mettendo in grave difficoltà l'avvio del prossimo anno scolastico. Il risultato è infatti che in Lombardia oggi vi sono oltre 500 sedi scoperte su 1.227 autonomie scolastiche. Il tutto, pochi giorni prima dell’inizio delle scuole, con inevitabili grandi disagi per studenti, famiglie, personale docente e non docente. Nel nostro territorio, le nomine delle reggenze (ossia i direttori scolastici temporanei) sono state tempestive, e in pieno accordo con i dirigenti, che si sono offerti volontari per i doppi incarichi. In particolare si tratta delle scuole cremonesi: media Vida, media Campi, Istituto Stradivari, Istituto Ala Ponzone Cimino, Quarta direzione didattica, Istituto comprensivo Vida di San Bassano, Istituto comprensivo Puerari di Sospiro; per le scuole Casalasche: Istituto Diotti; per le scuole Cremasche: primaria di Bagnolo Cremasco, primaria Alfredo Galmozzi di Crema, Istituto Marazzi di Crema, Istituto comprensivo Calvi di Rivolta D’Adda, Istituto comprensivo Luigi Chiesa di Spino D’Adda. Questo significa che sono 26 gli istituti che verranno retti "part-time". C'è poi da dire che alcune delle scuole rimaste senza reggenti sono quelle sottodimensionate, ossia che non raggiungono il numero di studenti previsto dalla legge, e che per questo non hanno diritto alla reggenza. Il loro futuro sarà deciso successivamente: se non raggiungeranno i numeri richiesti, potranno essere accorpate ad altri istituti. Ma l'emergenza maggiore, oggi, resta quella dei reggenti. Secondo la Regione Lombardia «l'attivazione di una procedura di urgenza con l'indizione di un nuovo concorso potrebbe contenere i danni e consentire la nomina dei nuovi dirigenti fin dall'inizio del 2013, evitando soluzioni pasticciate e di ripiego e superando i disagi per il sistema scolastico lombardo ». Allo stesso tempo, il presidente della Regione Formigoni e l'assessore Valentina Aprea chiedono «massima tutela per i vincitori di questa malcapitata procedura selettiva». Duro anche il commento da parte dei sindacati di categoria. Secondo Maria Teresa Perin (Cgil Scuola) «questa situazione viene trattata con due pesi e due misure.

E' giusto infatti rispettare la legge, ma ci ha sorpreso la sentenza del Tar, in quanto ha riguardato solo la Lombardia, mentre in altre regioni questo non è accaduto. Così ci troviamo con il 40% delle scuole lombarde senza dirigente. La scuola non è come gli altri luoghi di lavoro; è un meccanismo molto complesso, che non può restare senza una figura che la coordini. Il dirigente non deve semplicemente organizzare il lavoro, ma portare avanti un progetto didattico. Nella situazione attuale invece, con le doppie reggenze, avremo solo dei dirigenti part-time, che non avranno il tempo per gestire le cose al meglio». Intanto la decisione del Consiglio di Stato è stata rinviata al 20 novembre. «Visto lo stato d’urgenza in cui versa la scuola lombarda, il silenzio assordante del ministro d e l l ’Educazione Francesco Profumo dal 28 agosto a questa parte non può che preoccupare», dichiara l'assessore Aprea. Respinta la richiesta di sospensione della sentenza del Tar lombardo, che annullava la validità del concorso per dirigenti scolastici indetto in luglio per «astratti vizi di forma», il panorama dell’istruzione lombardo è decisamente preoccupante. Per questo l'appello che dalla Regione Lombardia è stato lanciato al ministro Profumo è bipartisan. Una mossa condivisa con i sindacati della scuola, i rappresentanti dei presidi e l'Ufficio scolastico regionale, durante un vertice urgente convocato giovedì dall'assessore Aprea. Per colmare la carenza di dirigenti negli istituti scolastici - quasi mille scuole hanno un preside "part-time" - si chiede a Roma l’invio di un nuovo contingente di professori, 250, per consentire alle scuole guidate un reggente di avere un vicario esonerato dall’insegnamento che possa mandare avanti l’istituto a tempo pieno. Appello anche sui tempi: la Lombardia chiede infatti di anticipare a metà ottobre l'udienza del Consiglio di Stato, sulla base di a un decreto legislativo che consente, per motivi di particolare urgenza e gravità, di ottenere un dimezzamento dell’attesa stabilita inizialmente. La preoccupazione dell'assessore regionale non si ferma alla situazione attuale. «Nel prossimo anno scolastico avremo fino a 650 dirigenze da assegnare. Se non ci garantiamo per tempo la selezione dei dirigenti attraverso un esito favorevole dei ricorsi in atto o un nuovo concorso rischiamo di compromettere il funzionamento di due anni di scuola».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su