Cremona - Province, non c’è accordo sulle nuove articolazioni territoriali

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L’ex presidente Gian Carlo Corada: «Troppe istituzioni, e troppo costose»
La discussione sulle Province è in pieno svolgimento: la proposta del presidente cremonese Massimiliano Salini di una grande provincia comprendente Lodi-Cremona-Mantova non trova concordi i mantovani. inoltre, i cremaschi vorrebbero essere insieme a Treviglio e Lodi. Sembrano scarse le possibilità di raggiungere un accordo in tempi brevi: e, se i territori non saranno in grado di presentare proposte credibili, il Governo, a fine ottobre, interverrà d'ufficio, con proprio decreto. Ne abbiamo parlato con Gian Carlo Corada, che per dieci anni è stato alla guida della Provincia di Cremona. «Premetto che non condivido affatto questa riforma, così come è stata pensata: se si voleva andare nella direzione di un cambiamento, si doveva essere più radicali, ed eliminare tutte le Province. Da quando, nel 1970, sono state istituite le Regioni, in Italia c'è stata una sovrabbondanza di istituzioni. Magari non in una Regione come la Lombardia, ma in certe regioni è davvero di troppo avere entrambi gli enti. In effetti, in quegli anni alcuni ministri, come La Malfa e Berlinguer avevano fatto notare l'eccesso di presenza istituzionale che si era venuto a creare, ma in concreto non è mai stato fatto niente. Anzi, le cose sono peggiorate, perché successivamente sono diventati obbligatori anche i comprensori, in molti territori d'Italia, come ad esempio in Lombardia, dove i posti di potere si sono decuplicati, e con essi anche la spesa pubblica per tenerli in vita».

C'è chi dice che non sono questi i costi che incidono davvero sulla spesa pubblica.
«Al contrario: il costo della politica in realtà incide moltissimo. Basti pensare che negli ultimi dieci anni abbiamo visto spendere oltre 90 miliardi solo per mantenere le poltrone, a Bruxelles come in Italia. Soldi che abbiamo speso per il mantenimento della casta. E' anche per questo che sono convinto che non avrebbero dovuto toccare solo le Province: anche le Prefetture, le Camere di Commercio e tantissimi altri enti, di cui invece non si è minimamente discusso. Questo Governo ha tanta buona volontà ma di concreto è riuscito a fare poco, e di fatto ha creato solo confusione».

Veniamo alla situazione attuale: oggi si discute su annessioni, scissioni e autonomia. Se da un lato sembra che molti abbiano difficoltà a perdere la propria centralità, dall'altro vi sono parti di territorio che vogliono scindersi dal nucleo ed accorparsi ad altri. Cosa ne pensa?
«Intanto voglio ricordare che le Province non possono essere scisse: la legge comporta che ogni Provincia debba restare compatta nella scelta delle aggregazioni. Le scissioni non sono previste».

Allora qual è l'alternativa migliore per Cremona?
«Credo questo sia l'ultimo dei problemi, anche se purtroppo non tutti se ne rendono conto. In tutta questa vicenda si sarebbe prima di tutto dovuto fare in modo che i servizi erogati ora dalla Provincia potessero essere richiesti presso il Comune di residenza, anche il più piccolo, in modo che si elimini il disagio causato dalle distanze. La premessa di ogni riforma dovrebbe sempre essere quella di mettere tutti nelle condizioni di accedere facilmente a servizi e prestazioni. In secondo luogo si sarebbe dovuto discutere anche degli altri enti provinciali, come dicevo prima: Camera di Commercio, Prefettura, ecc. Come verranno gestiti? Non dovrebbero essere anch'essi eliminati? Quello degli accorpamenti sarebbe dovuto essere solo l'ultimo passaggio. Venendo a Cremona, l'accoppiamento ideale sarebbe con Lodi e Mantova; è vero che quest'ultima non vuole aggregarsi a noi, ma bisognerà vedere se le sarà concesso di stare da sola. La decisione spetterà al Cal (Comitato per le autonomie locali), che dovrà individuare le soluzioni più logiche al di là della politica, in un unico disegno regionale».

Ma perché tutte queste polemiche? Sembra quasi una lotta per la supremazia...
«E' abbastanza normale che vi sia un naturale spirito di conservazione di quello che si ha. Le Province grandi vogliono difendere la propria autonomia; certo, ci sarà anche chi vuole difendere la propria poltrona, ma credo che la maggior parte degli amministratori abbia ormai "superato il lutto". Anche perché la politica italiana oggi è talmente malconcia che i grossi privilegi non tramontano mai».

Si sente di fare un'ipotesi per il futuro?
«Intanto non sono neppure convinto che si farà davvero qualcosa: stiamo assistendo a una tale ondata di proteste che non mi stupirebbe se si facessero dei passi indietro. Tuttavia, se devo fare una previsione per Cremona, immagino che potrebbe finire con la sola Lodi».

di Laura Bosio

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