Cremona - San Sigismondo si apre alle visite

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La chiesa del ’400 ed il convento voluti da Bianca Maria Visconti saranno visitabili il 16 settembre.
Il complesso monastico di san Sigismondo è un gioiello architettonico, la cui storia è fortemente integrata con quella della nostra città. Per questo motivo, nonostante normalmente rimanga chiuso, in quanto ospita alcune suore di clausura, nel mese di settembre le sue porte si aprono ai visitatori. Domenica 16 settembre, in occasione dell’anniversario della dedicazione della chiesa, coro e chiostro saranno visitabili dalle 9 alle 10.30 (alle ore 11 sarà celebrata la S. Messa solenne) e dalle 14 alle 17.30 (alle ore 18 saranno celebrati i secondi Vespri della solennità). Le visite guidate, gratuite, si svolgeranno ogni mezz'ora; il punto di raccolta è l’ingresso del monastero. Il servizio è organizzato dall’Associazione “Amici di S. Sigismondo”.

La storia - Le vicende di questa chiesa si intrecciano con quelle di due importanti personaggi: Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. L'attuale struttura, infatti, sorge sull’area di una chiesa precedente (una piccola chiesa extramoenia retta dai Benedettini Vallombrosani), in cui essi si sposarono il 25 ottobre 1441. Circa venti anni dopo, il 20 giugno 1463, in ricordo del matrimonio che unì le casate dei Visconti e degli Sforza, Bianca Maria fece iniziare la costruzione dell’attuale chiesa e del monastero, affidato ai monaci Girolamini, con una solenne cerimonia. La chiesa, che custodiva sotto l'altare maggiore la pietra di fondazione, tuttora visibile, recante le immagini dei santi Girolamo e Sigismondo e gli stemmi sforzeschi, venne poi solennemente dedicata, il 15 settembre del 1600, ad opera del vescovo Cesare Speciano (tale avvenimento è ricordato dall’iscrizione latina sulla base della penultima lesena, sulla destra dell'entrata). Tutto il complesso abbaziale fu sempre retto dai Girolamini sino alla loro secolarizzazione, voluta da Giuseppe

II nel 1774, quando i monaci divennero preti secolari e la chiesa divenne parrocchia, assumendo parte della cura d'anime già svolta dalla chiesa di San Sebastiano. Dal 2007, la chiesa è tornata ad essere monastica e vede la presenza di una comunità di monache domenicane. Sono 17 suore di clausura che conducono vita contemplativa, secondo il precetto san Domenico, fondatore dell’ordine dei Predicatori, che «associò le monache alla evangelizzazione con la preghiera e con la testimonianza di una vita di vicendevole carità. Esse, fatte voce della Chiesa, elevano ogni giorno la lode a Dio attraverso la preghiera liturgica, affinché la Parola con cui il Signore ci rivela il suo amore non torni a Lui senza effetto, ma porti frutti di bene in coloro ai quali è stata rivolta».

di Laura Bosio

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