Tunnel carpale: malattia professionale?

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Nota come "sindrome del tunnel carpale", è un problema sempre più diffuso tra la popolazione, soprattutto a causa dello stile di vita moderno, che spesso impone di passare ore ed ore al computer. Ma di cosa si tratta esattamente? E da cosa è provocata? Ce lo spiega il dottor Giacomo Visioli, direttore dell'unità operativa di ortopedia dell'ospedale Oglio Po. «Si tratta della neuropatia più frequente ed è dovuta alla compressione del nervo mediano al polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Questa compressione è causata dai tendini flessori: se flettiamo il polso dorsalmente, il movimento tipico di chi lavora molto con il mouse, con prolungati e ripetitivi movimenti di flesso-estensione del polso, si verifica un aumento della pressione all'interno del tunnel carpale e che il ripetuto allungamento dei nervi e dei tendini che scorrono dentro il tunnel possono dar luogo ad una infiammazione che riduce le dimensioni del tunnel determinando la compressione del nervo mediano». Oltre a quelle di tipo lavorativo, quali sono le cause di questa patologia? «La patogenesi occupazionale sembra essere la causa più frequente per lo sviluppo della Sindrome del Tunnel Carpale. E' stata dimostrata una particolare predisposizione a questa patologia in chi svolge lavori ripetitivi. Nello specifico, risultano infatti più spesso colpiti gli addetti al settore manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, calzaturiero. Questa sindrome colpisce soprattutto le donne, specialmente a una certa età».

Quali sono i sintomi? «Nelle fasi iniziali della patologia la Sindrome del tunnel carpale si manifesta con formicolii, sensazione di intorpidimento o gonfiore alla mano, prevalenti alle prime tre dita della mano, soprattutto durante la notte. Questo perché negli orati notturni si abbassa nell'organismo il tasso di cortisone, e ciò provoca l'acutizzazione notturna di problemi infiammatori. Al malato può capitare di svegliarsi al mattino con la mano intorpidita. Successivamente compare un dolore che si irradia anche all'avambraccio, sintomi definiti "irritativi". Se la patologia si aggrava compaiono perdita di sensibilità alle dita, con difficoltà a compiere piccoli movimenti, o a tenere in mano gli oggetti. Peggiorando, si arriva alla perdita di forza della mano, fino ad avere un'ipotrofia dei muscoli e la deformazione». Come si arriva a una diagnosi? «In prima istanza si fa una valutazione clinica, sulla base dell'eventuale presenza dei sintomi sopracitati. Quando il paziente riferisce formicolio o dolore, spesso irradiato all'avambraccio, prevalentemente notturno o mattutino, la diagnosi di Sindrome del tunnel carpale è ritenuta la più probabile. Tuttavia per stabilire con maggior precisione l'entità del problema bisogna effettuare un esame elettromiografico, che effettuiamo anche presso gli ambulatori di Cremona e Oglio Po. Quest'ultimo esame permette anche di classificare la gravità del danno». Come si tratta questa patologia? «In primis c'è la terapia farmacologica, a base di farmaci antinfiammatori e neurotrofici. Tuttavia il trattamento più incisivo è quello chirurgico: è sufficiente una piccola incisione in anestesia locale per intervenire sezionando il legamento, in modo da liberare il nervo. In particolare l'intervento prevede il taglio del legamento traverso del carpo (tetto del tunnel carpale), talvolta associato a una neurolisi. Può essere effettuato con tecnica tradizionale o endoscopica, in anestesia locale o brachiale. Una cosa è bene ricordare: più l'intervento è tempestivo, maggiori sono le possibilità di una completa guarigione. Per questo risulta particolarmente importante la diagnosi precoce».

di Laura Bosio

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