Cremona - Perri: «Tagli alla cultura? Non avevamo scelta»

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Secondo il primo cittadino: «Siamo in una situazione di emergenza e non vogliamo aumentare le tasse»
Alle proteste contro i tagli operati ai finanziamenti ed agli investimenti nel settore della cultura il Comune risponde, spiegando che «nella situazione attuale non abbiamo scelta». Così sottolinea il sindaco Oreste Perri. «Purtroppo abbiamo subito tagli pesanti da parte dello Stato, e ci troviamo davvero in una situazione di emergenza. In questo momento la nostra priorità è stata quella di tenere le tasse al livello più basso possibile. Se avessimo scelto di vessare i cittadini avremmo potuto continuare a portare avanti tutte le iniziative in essere, ma abbiamo dovuto scegliere la via del compromesso, e qualcosa è stato tagliato. Tra l'altro i costi fissi sono aumentati moltissimo, così come le richieste di intervento nel settore sociale, a cui dobbiamo rispondere quotidianamente. Forse non tutti hanno capito che ci troviamo in una situazione di emergenza. Purtroppo in situazioni come questa qualcuno esce penalizzato, e ciò accade maggiormente nei comuni virtuosi come il nostro; in quelli spreconi, paradossalmente, sono quelli che risentono meno della situazione, perché hanno un più ampio margine di taglio».

Ma perché tagliare proprio le spese relative alla cultura? «In realtà i tagli sono caduti su tutti i settori. Ad esempio non so se riusciremo a mettere mano a via Dante, mentre faremo di tutto per sistemare la questione dei sottopassi, che è particolarmente urgente. Si tratta di scelte che quotidianamente dobbiamo fare, restando con i piedi per terra e valutando con cognizione di causa cosa possiamo permetterci e cosa no. Siamo capitati al governo della città nel periodo peggiore degli ultimi cinquanta anni, e questo ci mette in gravi difficoltà. Però ricordiamo che siamo anche riusciti a mettere in campo cose importanti, come il Museo del violino, che presto verrà inaugurato. Abbiamo anche rimesso ordine nelle piazze del centro cittadino, che ora sono fruibili a tutti e rendono la città più bella». Il Ponchielli però, con il taglio di cinquantamila euro, rischia di non riuscire a garantire le stagioni... «Lo so bene, io che sono il presidente del teatro. Ma che alternative avevamo? L'unica cosa che posso fare è un appello agli altri soggetti membri del consiglio di amministrazione, affinché incrementino il proprio contributo al teatro».

La mostra “L’arte e il torchio” però aveva bisogno solo di 12mila euro... che senso aveva negarli, quando altre iniziative sono invece state finanziate con risorse molto più ingenti? «Mi è dispiaciuto molto dover scegliere di non finanziare questa prestigiosa mostra ma, come ho già detto, abbiamo dovuto fare delle scelte. Avevo anche parlato con il signor Elveri (l'organizzatore, Ndr), dicendogli che avrei provato a fare qualcosa, ma purtroppo non c'è stato modo. Spero, in ogni caso, che questa iniziativa più avanti si possa riprendere, sperando di fuoriuscire da questa situazione di crisi». Cosa risponde a chi sottolinea la scarsa presenza di turismo a Cremona? «Credo che la critica costruttiva sia positiva, e che quella del consigliere Bonali sia una proposta che potrà essere tenuta in considerazione, Viviamo in una città che offre grandi opportunità, e credo che chiunque possa dare nuove idee per valorizzarle sia una risorsa importante. Bisogna superare le infinite diatribe tra maggioranza e opposizione, che non risolvono nulla. Ormai ci rimane poco o niente, stiamo camminando sulle macerie di quello che c'era, e non possiamo fare altro che cercare di ricostruire qualcosa; ma questo non si può fare litigando continuamente. Invece quello che accade è proprio questo: dovremmo puntare sul bipolarismo, invece i partiti si continuano a dividere in movimenti sempre più piccoli, che litigano gli uni contro gli altri, mentre nascono liste civiche capeggiati da politici che vogliono solo presentarsi con un abito nuovo».

Tra le critiche, c'è quella che denuncia la scarsa considerazione in cui viene tenuta la commissione cultura... «Sono convinto che di commissioni ne vengano fatte a sufficienza; da parte nostra c'è sempre stata grande apertura e spirito di condivisione. Non abbiamo segreti, e chiunque può venire a chiederci conto di quanto facciamo. Da parte mia posso promettere che cercheremo di fare meglio, ma all'opposizione chiediamo un atteggiamento più costruttivo».

di Laura Bosio

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