Quest'anno l'influenza sarà più agressiva

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In arrivo due nuovi ceppi virali, picco massimo previsto tra dicembre e febbraio.
Sarà un'influenza particolarmente aggressiva quella in arrivo quest'anno, a causa di due nuovi ceppi che provocheranno la diffusione del contagio nel tardo autunno, con un picco massimo tra dicembre e febbraio. Questo è l'allarme lanciato dai virologhi, che sottolineano come quest'anno siano a rischio sia grandi che piccoli, proprio a causa della novità dei virus in questione, un ceppo B e un ceppo H3N2, nei confronti dei quali la popolazione è scoperta immunologicamente. Contrariamente ai ceppi influenzali diffusi nei due anni scorsi, a dover fare particolare attenzione non saranno solamente i bambini e gli over sessantacinque, ma anche le donne che, nel corso dell'inverno, attraverseranno il secondo e terzo mese di gravidanza; per queste categorie è consigliabile sottoporsi alla vaccinazione. Nonostante la novità dei due ceppi virali in arrivo, non cambiano i sintomi, in linea con quelli delle influenze sviluppate e diffuse negli scorsi anni: febbre, mal di gola, cefalee, dolori osteo-articolari saranno i principali segnali dell'infezione in corso.

Per quanto riguarda la durata dello stato influenzale, nell’individuo senza altre patologie, mantenendo il regime di riposo e convalescenza, il tutto si risolve in pochi giorni. Eppure, in futuro l'influenza potrebbe diventare solo un vago ricordo: il più recente studio degli scienziati dello Scripps Research Institute e di Sea Lane Biotechnologies ha infatti riconosciuto un anticorpo che funziona sulla struttura con cui il virus dell’influenza si ‘aggrappa’ alle cellule e che potrebbe essere la base per un vaccino universale. Negli ultimi anni, infatti, la ricerca si è maggiormente indirizzata verso un vaccino che possa debellare ogni forma influenzale. Per raggiungere tale risultato, gli scienziati sono partiti dallo studio di midollo osseo di pazienti che erano stati esposti a diversi ceppi di influenza: il tessuto funziona come una sorta di ‘archivio’ di tutti gli anticorpi prodotti da una persona, compresi quelli per i virus influenzali. Tra i miliardi di anticorpi così riconosciuti e studiati, gli scienziati hanno isolato quello che è oggetto di questa ricerca: si tratta di una molecola siglata C05, capace di legarsi a proteine di un grande ventaglio di diversi ceppi di influenza A, proteggendo in questo modo le cellule dall'infezione. L'anticorpo funziona anche come agente terapeutico. Intanto, in attesa di dire addio per sempre all'influenza, meglio ricordare di arieggiare le stanze, lavarsi spesso le mani e premunirsi di arance.

di Martina Pugno

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