Cremona - Permessi Ztl, ancora polemiche

+ 26
+ 22


Non si fermano le proteste relative alla vicenda dei permessi di transito nella Ztl, per i quali il Comune ha recentemente stabilito una diversificazione di tariffe in base alla categoria dei richiedenti: giornalisti, commercianti, artigiani e persino medici. I più indignati sono i commercianti, che attraverso l'avvocato Alessandro Zontini minacciano il ricorso al Tar. «La scelta di rendere oneroso l'accesso alla Ztl è assurda» sottolinea il legale, che fa sapere di aver notato anche delle irregolarità amministrative nel provvedimento. «E' un atto che deriva semplicemente dall'esigenza del Comune di fare cassa, andando a colpire le categorie che con il loro lavoro fanno girare l'economia della città. Allo stesso tempo si accaniscono anche su chi svolge un servizio pubblico, come i medici. Vorrei che l'Amministrazione capisse che in questo modo rischia di ottenere solo una cosa: lo svuotamento del centro storico. I commercianti che magari devono pagare per due o tre permessi, per sé e per i propri dipendenti, dovrebbero sostenere un costo decisamente eccessivo, e potrebbero decidere di chiudere, oppure di spostarsi in periferia».

La desertificazione del centro, già in corso a causa della crisi, potrebbe, secondo Zontini, essere peggiorata dalla vicenda dei permessi: «E' assurdo che le persone che lavorano siano sempre vessate in questa maniera, con mille tasse e balzelli. Parliamo di gente come gli ortolani, che devono trasportare in negozio le casse di frutta, e hanno la necessità di poter transitare in centro. O ancora i manutentori delle caldaie, che devono poter raggiungere ogni casa con il proprio furgone degli attrezzi. Per non parlare dei medici, che hanno spesso lunghi percorsi da fare per visitare i propri pazienti. Categorie che non andavano colpite. Speravamo che il Comune in questi giorni facesse un passo indietro, ma per ora tutti restano fermi sulle proprie posizioni. Questo è assurdo, specialmente se consideriamo il fatto che l'importo che l'Amministrazione incasserà sarà davvero irrisorio». Zontini si dice dispiaciuto dal fatto «che il Comune non raccolga le esigenze della cittadinanza» e sottolinea che tutto è pronto per un eventuale ricorso. Delusione per una vicenda che non prevede soluzioni positive arriva anche dall'Ordine dei medici di Cremona, nella persona del presidente, Gianfranco Lima. «Ci eravamo resi disponibili con il Comune ad effettuare un accurato controllo tra tutti i medici in possesso dei permessi, per verificare che tutti lo utilizzassero solo per motivi professionali, e avevamo chiesto che per i medici il permesso restasse gratuito, ma è stata una battaglia persa in partenza». I medici sono forse i più penalizzati, in quanto la maggior parte di coloro che transita in centro storico per fare visite a domicilio sono medici di base, e quindi dipendono dal Servizio sanitario nazionale. «Spesso sono medici che devono fare le visite fiscali, per verificare lo stato di malattia di un lavoratore» spiega Lima. «Come Ordine, troviamo ingiusta quella che riteniamo una vera e propria tassa lavorativa, su una figura professionale che non guadagna un centesimo in più con il suo fare visite a domicilio.

O ancora, ci sono certi medici ospedalieri che abitano in centro, e che devono pagare un permesso perché quando sono reperibili per l'ospedale devono lasciare l'auto parcheggiata di fronte a casa, per poter partire velocemente in caso di emergenza». Purtroppo l'Amministrazione comunale si è dimostrata sorda alle richieste dell'Ordine, che ha deciso «di accettare a malincuore una realtà che riteniamo ingiusta. Da parte del Comune, per ridurre il numero eccessivo di permessi, sarebbe bastato mettere in atto un controllo più capillare da parte degli agenti di polizia municipale. Purtroppo invece, in questo modo, pagano coloro che davvero hanno bisogno del permesso per lavoro, e che si ritrovano con 120 euro in più da pagare ogni anno».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su