Ciclismo: il Lombardia festeggia Gimondi

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Si corre sabato 29 settembre il Giro di Lombardia. Quella che tutti chiamano la corsa delle foglie morte, sarà un’edizione storica, perché conclude la stagione ciclistica con una storia molto importante. La grande corsa italiana, monumento del ciclismo World Tour, rappresenta un punto di riferimento e un sogno del tutto particolare, torna sul leggendario Muro di Sormanno e il Ghisallo che farà la selezione finale, che difficilmente consentirà alle mezze figure d’approdare al traguardo. Uno scontro tra i vecchi campioni e gli emergenti, corridori che sanno cosa vogliono. Scatterà da Bergamo per onorare i 70 di Felice Gimondi (nella foto), nato a Sedrina (Bergamo) il 29 settembre 1942, campione che ha vinto un Tour de France, tre Giri d’Italia, una Vuelta, una Sanremo, un Lombardia e un campionato del mondo, più tutto il resto. Un campione che ha commesso un solo “errore” nella sua carriera: quello di correre nello stesso periodo di Eddy Merckx, cioè negli anni del più spietato “cannibale”. Il Lombardia vedrà al via il meglio del ciclismo mondiale e che avrà il suo traguardo a Lecco, ma che prima scalerà di nuovo il famoso Muro di Sormanno (pendenza media 15, 8%, massima 25-27% ), impervia salita inventata dal “patron” Vincenzo Torriani e che vide nel 1961 una lotta molto aspra tra Imerio Massignan, grande scalatore in attività e Vito Taccone, il giovanissimo scalatore abruzzese poi diventato, nell’immaginazione degli appassionati, il Camoscio d’Abruzzo.

di Fortunato Chiodo

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