“Suoni di fine estate” propone le sonorità del corno

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Secondo appuntamento con la terza edizione della rassegna “Suoni di fine estate”, organizzata dal-l’associazione “Il Continuo”. Domenica 23 settembre alle ore 21, nel chiostro coperto della Chiesa di Sant’Ambrogio, ha luogo il concerto che vede protagonista una formazione molto particolare ma un tempo diffusa in gran parte d’Europa, quale quella del corno (naturale) e trio d’archi, con la partecipazione di Dileno Baldin, uno tra i più affermati cornisti italiani. La vita dei musicisti in tournèe, piena di continui spostamenti, prove e concerti, è comunque intensamente permeata da dimensioni e dinamiche di studio e ricerca, al fine di non rendere mai flebile quella scintilla che fa vivere e sentire la musica come un’arte e non come un mestiere. E’ proprio da questo stato d’animo che sono state levate dalla coltre grigia del tempo, pagine di raro candore ed è proprio sfogliando partiture celate in vetusti scaffali che, alcuni musicisti, seguendo una comune passione per l’esecuzione storicamente informata, hanno espresso il desiderio di suonare insieme e riscoprire un repertorio cameristico poco conosciuto ed eseguito. E’ nato così il “Quartetto Unicorno”, ensemble nel quale spicca la magica sonorità conferita al trio d’archi dal corno, strumento, fin dal-l’antichità, rivestito da un’aura mitica e suggestiva. Il corno naturale (cioè senza valvole o pistoni) ha avuto, nei secoli, illustri ed eccellenti solisti a cui i compositori coevi hanno dedicato importanti concerti solistici. Mozart ne dedicò ben quattro o, come in questo caso, composizioni cameristiche; tra queste possiamo ricordare i molti quartetti composti da Jan Valav Stich (detto Giovanni Punto), famosissimo solista elogiato da Mozart ed amato da Beethoven, o i quartetti di Johan Andreas Amon, compositore, cornista allievo di Punto e direttore d’orchestra. E ancora Frederic Duvernoy, primo corno dell’opera di Parigi, professore al conservatorio e compositore; Antoine Buch, tedesco cornista all’opera di Parigi; Friedrich Wit; Heinrich Simrock e altri ancora. Anche il nostro Luigi Boccherini compose un quartetto per corno principale, violino, viola obbligata e basso, a testimonianza di quale alta considerazione godesse questo strumento anche nel nostro Paese.

di Federica Ermete

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