Vaccino, un atto di responsabilità sociale

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Il vaccino contro l'influenza stagionale 2012 - 2013 è stato messo a punto ed è stato approvato dalle agenzie del farmaco mondiale; sarà quindi presto pronto per la diffusione in tutte le Asl italiane. Dopo due anni privi di sostanziali mutazioni, quest'anno ci si troverà a fronteggiare tre diversi ceppi: quello A/H1N1 del 2009 e due nuove mutazioni, B e H3N2.

«Può essere che la diffusione del contagio sia maggiore rispetto a quella vista negli anni precedenti - commenta il virologo Angelo Pan - proprio per via delle maggiori mutazioni del virus, ma è difficile fare previsioni. Ad ogni modo, sintomatologia e terapie non si discosteranno da quelle a cui siamo ormai abituati».

Se l'allarme  riguardo ad una epidemia influenzale particolarmente aggressiva potrebbe rivelarsi eccessivo, la vaccinazione resta comunque una preziosa risorsa alla quale fare ricorso: «La vaccinazione dovrebbe essere fatta da tutta la popolazione, salvo casi particolari, non solo dai soggetti a rischio. Vaccinarsi è un atto di salute individuale, ma anche di sanità sociale: un soggetto non a rischio che contrae il virus influenzale, potrebbe comunque trasmetterlo ad altri soggetti a rischio o con patologie in corso, per i quali il virus potrebbe risultare pericoloso o letale. Il rischio è ancor maggiore da parte di chi lavora in strutture sanitarie o comunque a contatto con il pubblico. Senza contare i disagi anche dal punto di vista professionale per le grandi strutture, anche ospedaliere, se gran parte dei lavoratori contrae il virus nello stesso periodo».

Il contagio influenzale, infatti, è caratterizzato da una diffusione chiaramente determinata nel tempo, come mostra il grafico relativo ai contagi della stagione invernale 2011 - 2012. Prosegue il dottor Angelo Pan: «Anche quest'anno possiamo aspettarci qualche primo sporadico caso in ottobre e novembre, fino ad un picco massimo prevedibile tra la fine di gennaio e le prime settimane di marzo. Per questo è bene fare il vaccino il prima possibile, in modo tale da essere coperti per l'intera stagione. Ad una prima dose dovrebbe seguire la somministrazione della seconda a distanza di due o quattro settimane». Se invece il virus dovesse colpire prima che abbiate fatto la vaccinazione, in assenza di altre patologie gli unici rimedi efficaci sono quelli specifici per contrastare i sintomi, quali febbre, mal di gola e dolori articolari e qualche giorno di riposo. «Ogni anno in Italia si assiste ad un notevole aumento dei consumi di antibiotici in corrispondenza del massimo picco influenzale: tali rimedi non solo sono inutili per contrastare il disturbo di natura virale, ma sono anche dannosi per l'organismo».

L'ufficio di prevenzione della Asl di Cremona rende noto che fara' iniziare la campagna nei primi giorni di novembre, in considerazione del fatto che, essendo l'efficacia del vaccino  stimabile tra i 6 e gli 8 mesi, un inizio troppo anticipato metterebbe a rischio d'infezione la popolazione in concomitanza della coda primaverile dell'epidemia influenzale.

di Martina Pugno

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