Magnoli: «Se il sindaco Perri non ce la fa, si vada al voto!»

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l dibattito sui tagli alla cultura continua. La decisione del Comune di non finanziare la biennale “L'arte e il torchio” e il taglio di 50mila euro al teatro Ponchielli hanno suscitato numerose polemiche. Dopo l'intervista rilasciata al "Piccolo" dal sindaco Oreste Perri, sullo scorso numero, il Pd cremonese mette in risalto errori e incongruenze dell' Amministrazione comunale. Abbiamo rivolto alcune domande al segretario provinciale, Titta Magnoli.

 Il sindaco Perri, nell'intervista rilasciata al "Piccolo", ha risposto alle critiche avanzate da più parti rispetto ai tagli alla cultura, dicendo che, nella situazione difficile di oggi, le riduzioni sono state effettuate  un po' ovunque. Tuttavia il Pd ha criticato duramente le scelte dell'Amministrazione. Cosa non condividete?

«Il tema è proprio quello dei ‘tagli un po’ ovunque’. Noi non neghiamo che le amministrazioni comunali siano in difficoltà dovunque, ma sosteniamo che a Cremona manchi un progetto serio e che non si facciano delle scelte ben precise. Tagliare un po’ di qua e un po’ di là per non scontentare nessuno dei propri assessori non è certo la via per amministrare bene una città. Il sindaco dica, una volta per tutte, se la cultura è strategica o meno per Cremona. Noi pensiamo di sì. E pensiamo che anche in un periodo difficile si può, e si deve, investire su di essa. Altrimenti non ne usciamo vivi».

 Se mancano i fondi, quali alternative ci sono?

«Ci sono settori in cui l’intervento dei soli privati non basta e rischia di portare a veri e propri disastri. O bagni di sangue economici. Il pubblico deve investire come atto di presenza e di garanzia: solo così riesce ad attirare i soldi dei privati. Come si sa gli investimenti in cultura, se valgono la pena, sono gli unici che non mancano neppure nei momenti di massima difficoltà. Certo, per attirare un privato devi volare alto, non con programmini elementari come quelli che produce questa amministrazione. Dalle grandi mostre di una decina di anni fa Cremona si è ridotta proprio male».

 In molti attribuiscono  comunque la responsabilità nella vicenda dell’Apic al centro sinistra…

«Questo è uno dei temi dietro ai quali il centro destra ama nascondersi. C’è stato un grave pasticcio amministrativo? I giudici determineranno cause e responsabilità definitive. Ciò non toglie che l’Apic, se amministrata bene, resta un modello avanzato di programmazione culturale e turistica. Non lavorare su un modello simile, di condivisione territoriale, è una colpa di queste amministrazioni. Oggi assistiamo a un’assenza di coordinamento gravissima, nell’inesistenza degli enti che hanno il dovere di farlo».

 Parliamo di turismo: è vero che il Comune non fa abbastanza?

«Per noi il turismo è sempre stato un elemento fondamentale dell’economia cittadina. Non si vivrà di solo turismo, ma è un vero volano per il terziario. E noi abbiamo sempre lavorato in quel senso, nel tentativo di non isolare Cremona ma di metterla in grandi circuiti, occupandoci di marketing territoriale, di incoming, di attirare persone di altri paesi. Oggi le strutture organizzate in quegli anni continuano a lavorare molto bene, perché sono gestite da persone in gamba. Ma quelle che mancano sono le idee che sono alla base delle scelte politiche. Non si vede nessuno slancio e nessuna innovazione. Per fortuna che sulla musica e la liuteria teniamo ancora, ma per quanto?».

 Il sindaco sostiene che è ora di superare  le diatribe tra maggioranza e opposizione e che in questo periodo di emergenza bisogna lavorare tutti insieme. Egli afferma inoltre che è disposto ad accettare e ascoltare le critiche costruttive. Pensa ci siano le basi per un dialogo?

«Il sindaco è stato un grande atleta e forse sa che quando si è su due canoe diverse, per visione politica e ideale, si è in gara e non si rema insieme. Certo, se lui sta dichiarando che la sua canoa si è ribaltata non saremo noi a far affogare chi è finito in acqua. Ma in democrazia, quando si ribalta la canoa, si va al voto. Per cui Perri la smetta di chiedere sempre un aiuto perché non ce la fa. Prenda atto che lui come sindaco sta affogando e andiamo al voto».

 Il Pd critica il fatto che alla commissione cultura non venga attribuito il giusto peso , ma il sindaco replica che da parte del Comune c'è sempre una grande apertura e un forte spirito di condivisione... che ne dice?

«Dico che la parola del sindaco è smentita non da un consigliere ma da tante persone. Noi abbiamo raccolto più di una volta le firme per la convocazione forzata di commissioni e consigli. Se le sembra normale… La democrazia funziona nei luoghi propri di discussione, anche ascoltando l’avversario, lasciandolo parlare e cogliendone i tratti di critica e di proposta. Il centrodestra non convoca le commissioni e se chiedi che lo faccia ti risponde che i consiglieri lo fanno per il gettone. Siamo a questi livelli».

 di Laura Bosio

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