Si inaugura il “Monumento al carabiniere”

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Viene inaugurata stamattina con una solenne cerimonia a porta Romana il “Monumento al Carabiniere”, il primo monumento della città dedicato alle azioni, agli itinerari ed all’esistenza della “Benemerita”. Dalle 10 alle 12 le massime autorità civili e militari saranno riunite a Porta Romana per l’alza bandiera, lo scoprimento del monumento e la sua benedizione, seguiti dagli interventi delle autorità presenti. La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda musicale di Pizzighettone.

Presenti alla cerimonia il presidente della Provincia Massimiliano Salini, il sindaco Oreste Perri, il comandante provinciale dell’Arma Michele Arcangelo Cozzolino, il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Ten. Cav. Arnaldo Curiazi. «L’idea di realizzare un “Monumento al Carabiniere” è stata per molto tempo accarezzata da chi mi ha preceduto in sezione - spiega Curiazi - ed ha saputo tener vivo per un intero secolo il Sodalizio, che, nato nel 1909 come Società di mutuo soccorso fra i congedati dell’Arma, sesta in Italia in ordine di fondazione, ora è presente come Associazione Nazionale Carabinieri. I tempi hanno voluto che questo intenso desiderio maturasse sotto la mia presidenza, con questo Consiglio e con l’aiuto di un Comitato promotore che ne ha avviato la realizzazione. L’operazione è stata compresa sotto l’aspetto valoriale da molte persone di ogni ceto e sotto quello economico da aziende ed Enti che ci hanno aiutato, unitamente agli associati, a sostenere lo sforzo finanziario. Si parla in particolare di ben 415 oblatori, fra cui 14 amministrazioni comunali del territorio, i cui sindaci saluto e ringrazio per la loro presenza».

L’opera, creazione artistica affidata all’estro di Graziano Bertoldi, rappresenta, nelle parole del comandante Cozzolino, «tutti coloro che ci hanno preceduto, tutti coloro che sono caduti nell’adempimento del dovere, andando nel contempo a colmare un vuoto nella città di Cremona avvertito non solo tra tutti noi Carabinieri, ma anche tra la cittadinanza, e che rinsalda ancor di più quel binomio inscindibile creatosi ormai nel corso di due secoli tra Arma e Cittadinanza». Il monumento, fuso in bronzo con tecnica a cera persa presso la Fonderia Boccacci di Cremona, «rappresenterà costantemente per le generazioni che verranno la gratitudine comune per il significato di una “presenza” che è ormai inserita negli annali più emblematici del nostro cammino epocale - spiega il Senatore Angelo Rescaglio -. Ora, l’opera scultorea qui posta vuole anche essere un messaggio per i giovani che, domani, saranno gli interpreti del destino della Nazione».

«Tra le tantissime pieghe della storia di questa gloriosa “arma” - spiega Graziano Bertoldi, - la protezione e l’aiuto alla popolazione è la mia prima scelta tematica, inserita nel pannello inferiore di sinistra. Qui, l’input è di rappresentare una famiglia umile ma carica di dignità e di amor patrio. Nel pannello superiore, sempre a sinistra - prosegue l’artista - dal lato destro spunta, quasi fosse un ritratto, una testa di cavallo in tutta la sua fierezza, che rivolge il suo sguardo agli avi rappresentati dagli squadroni dei carabinieri impegnati nella gloriosa carica del 30 aprile 1848 a Pastrengo. Al di sopra, si scorgono due angeli che radunano le anime dei caduti per accompagnarle nella pace eterna di una patria celeste, mentre nel pannello alla sommità dell’opera è rappresentato l’Universo che invita a vedere oltre il limiti del nostro egoismo. In primo piano, su di una colonna a capitello, troneggia il busto di un giovane Carabiniere in alta uniforme, dal cui fianco esce ad ali spiegate, una colomba (simbolo della pace), mentre tra i rigonfiamenti del mantello, sollevato dal vento, si scorgono i simboli del martirio e della carità: Crocifisso e Sant’Omobono. Tutto questo conferisce al monumento una vita che va oltre la sua caducità».

di Michele Scolari

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