Casalmaggiore - Da sede leghista a chiesa ghanese

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Nella pratica l’affitto non è ancora partito, perché mancano le firme sul contratto, ma il caso della Chiesa Evangelica che troverà sede nella palestrina dell’ex Asilo Chiozzi crea già polemiche. Nel mirino non tanto la sacrosanta scelta di trovare uno spazio per il nuovo gruppo religioso, che sinora si era appoggiato a San Leonardo, quanto piuttosto la metodologia di “ispezione” scelta per prendere coscienza dei nuovi spazi. A lanciare il sasso è Filippo Bongiovanni, assessore provinciale nonché consigliere comunale per la Lega Nord, che racconta: «A marzo 2010 abbiamo inaugurato la nostra sede nella palestrina del Chiozzi, dove già esistevano spazi per tutti gli altri partiti cittadini, dal Pd, al Pdl a Rifondazione. A giugno 2012, al termine di una riunione, abbiamo comunicato che in sede era presente un’infiltrazione e abbiamo pregato di intervenire. Nel mentre abbiamo saputo della possibilità di essere trasferiti, dinnanzi alla richiesta del gruppo della Chiesa Evangelica. Nessun problema, sin qui: abbiamo chiesto di lasciare passare le ferie estive, per poi effettuare il trasloco a settembre.

E abbiamo lasciato le chiavi per dare modo di effettuare lavori di “rattoppo” indispensabili, specie dopo il terremoto». A inizio settembre la sorpresa. «Siamo entrati in sede e abbiamo trovato i nostri armadi completamente svuotati con documenti, manifesti e quant’altro tolti dai faldoni, strappati e lasciati per terra. Bastava, dico io, trasferire il faldone senza svuotarlo. Per fortuna tenevamo da un’altra parte i documenti riservati, anche per la questione privacy. Sarebbe bastata una chiamata per velocizzare i lavori oppure per essere avvisati che qualcuno sarebbe entrato in sede. Invece nulla. Non è tutto, sul muro principale era appeso un quadro molto grande e di sicuro valore, firmato Tino Aroldi e datato 1952 che mostra Gesù che parla ai bambini: è stato staccato e appoggiato a terra, senza protezioni, senza nulla. Tuttora è abbandonato a se stesso». A togliersi qualche sassolino dalla scarpa è anche Luigi Pescatori, storico custode, in affitto al Chiozzi dal 29 settembre 1987: «Questo edificio era stato lasciato da Luigi Chiozzi perché fosse sfruttato come asilo infantile. Ma l’asilo non c’è più da 15 anni.

Nelle ultime settimane notavo qualcosa di strano: mi è stato proibito dagli amministratori di innaffiare il giardino e mi è stato sottoposta la possibilità di un aumento di affitto. Per carità, la cifra non era esagerata, ma ho iniziato a guardarmi intorno. Un giorno, attorno alle 18 confesso ad alcuni conoscenti che voglio cambiare casa. Mezzora dopo, alle 18.30, arrivano 7-8 ghanesi che mi chiedono le chiavi e vogliono vedere il mio appartamento. Dove, peraltro, verranno a vivere il Pastore della nuova chiesa e altri sette ragazzi». Pescatori se ne sarebbe andato comunque, ma si aspettava un trattamento diverso. «Non mi è stato proposto un accordo: si è fatto tutto all’oscuro, sperando che io uscissi di casa in autonomia. Eppure qui ho fatto parecchi lavori, aggiustando crepe strutturali senza mai chiedere un contributo. Preciso che queste strutture necessitano di lavori di manutenzione urgenti dopo il terremoto. Soprattutto, voglio far notare che il mio contratto scade in marzo, ma qui vogliono entrare già in ottobre. E se io non volessi consegnare le chiavi?». Dubbio legittimo, anzi dubbi legittimi, ai quali abbiamo provato a rispondere, dando voce e diritto di replica alla comunità ghanese. Ma finché non arriva la firma sul contratto, ci è stato risposto, nessuno al momento intende esporsi.

di Giovanni Gardani

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