Crema - Dopo Cna, fuori Coop e Scs

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l nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione San Domenico sta lentamente prendendo forma. Per la verità, è da tempo che si fa il nome di Giovanni Marotta, dirigente della Bosch, come successore del presidente uscente, Umberto Cabini, perché, in questo periodo di crisi e di difficoltà a reperire nuovi sponsor che si vogliano impegnare col teatro della città, il nome di un dirigente stimato, come Marotta, pare essere un punto di riferimento e una sicura garanzia per gli imprenditori. Franco Gallo, dirigente del liceo scientifico «Da Vinci», anche lui in lizza per la presidenza della fondazione, dovrebbe, secondo le indiscrezioni, ricoprire la carica di vice, rappresentando così la controparte, per così dire, più artistica – essendo poeta e scrittore – rispetto alla componente strettamente manageriale incarnata da Marotta.

Tutto questo, però, rimane ancora sulla carta, dal momento che il consiglio di amministrazione, chiamato a eleggere il nuovo presidente, non è stato ancora convocato – lo sarà la settimana prossima – e che, nei giorni scorsi, pare esserci stato qualche malumore all'interno dei partiti riguardo al nome di Marotta come futuro presidente. Quest'ultimo è espressione di Banca Cremasca che, come i gruppi di maggioranza e minoranza in Consiglio comunale, è socio fondatore del teatro. Dalla Banca, comunque, fanno sapere che le eventuali beghe legate ai partiti non li riguardano. Marotta è la persona da loro indicata come consigliere di amministrazione, un nome concordato all'unanimità dai vertici di Banca Cremasca. Dopodiché, la decisione relativa alla presidenza compete allo stesso Cda, non appena insediato. Insomma, non ci si vuole sbilanciare e nemmeno Marotta, da parte sua, si sente a suo agio a rilasciare dichiarazioni, fintantoché la sua nomina non sarà ufficiale.

È convinto, però, che le discussioni politiche non riguardino la sua persona: «Io sono al di fuori dei giochi politici e, per quanto ne so, i dubbi dei giorni scorsi non erano in merito al mio nome. C'è stato solo un po' di ritardo relativamente alla mia nomina ma questo solo perché quando un nuovo gruppo dev'essere definito occorre che ci sia armonia e unità d'intenti». A parte Marotta, di nomina della Banca Cremasca e di Franco Gallo, da parte della maggioranza in Comune, gli altri componenti del consiglio di amministrazione sono: Elisa Marinoni, anche lei della maggioranza, Gianmario Donida - per la minoranza - l'ex assessore comunale alla Cultura, Paolo Mariani, nominato dall'amministrazione provinciale, Cesare Pasquali, per la Camera di commercio e Antonio Chessa, indicato dalla Banca Popolare. Chi manca sono i rappresentanti dei soci ordinari e di quelli sostenitori, che verranno nominati in seguito. «La scelta delle persone che compongono il nuovo cda mi sembra ottima e nel segno della continuità» commenta l'ex presidente Cabini. «Marotta è un manager che stimo moltissimo, così come il professor Gallo. Donida, poi, conosce bene la realtà della Fondazione. Mi sento di dire che lascio il San Domenico in buone mani e spero sappia crescere ulteriormente». Per quanto riguarda gli altri soci fondatori, Coop e Scs Servizi locali sembra che non riconfermeranno il loro sostegno, così come aveva già fatto Cna due anni fa, quando decise di fare un passo indietro. Non è una bella notizia.

di Gionata Agisti

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