Auricchio: «Attendiamo le misure per la crescita»

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Intervista a Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona. «Siamo in trincea»
Nonostante il cauto ottimismo espresso dal governo Monti in alcune circostanze, permane una forte preoccupazione nel mondo imprenditoriale sullo stato della crisi e sulle prospettive di ripresa. E' Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di Commercio di Cremona, a fotografare la situazione economica del nostro territorio. «E’ innegabile che stiamo vivendo ancora un clima di grandi difficoltà ed incertezze che si riflettono sull’andamento dell’economia provinciale» spiega. «L’ultima indagine congiunturale sul comparto manifatturiero - settore che svolge un ruolo chiave nel generare reddito, occupazione, scambi con l’estero, contribuendo a circa un terzo del valore aggiunto totale (30,64%) – vede la produzione cremonese diminuire su base annua dello 0,6%. Un dato che, pur negativo, è però il migliore in Lombardia (la media regionale era del -5,4%, mentre quella nazionale del -7,6%). A fronte di un quadro in cui gli ordini interni segnano ancora il passo, è l’estero a fare da traino ai nostri prodotti. Lo confermano i dati appena pubblicati dall’Istat sull’export che vedono nei primi sei mesi del 2012 la bilancia commerciale in attivo con circa 178 milioni di euro. Il valore complessivo delle esportazioni, con una variazione sul trimestre precedente del +3,5%, si mantiene sui livelli più alti raggiunti negli ultimi anni, pur inferiore al +4,2% regionale e al +5,1% nazionale. Una performance sostenuta da tutti i tradizionali settori che sono il punto di forza del made in Cremona, con in particolare evidenza l’industria del legno e della carta con un +32,1% e il settore alimentare con un + 10,5%, mentre il dato peggiore riguarda la chimica, in calo del 17,8%».

Da più parti si sente dire che il futuro delle aziende italiane sta nell’aggregazione delle piccole imprese e nella spinta verso i mercati esteri. Condivide?
«Nonostante il momento difficile, le nostre aziende vogliono reagire e sono proprio l’innovazione, l’aggregazione e l’internazionalizzazione le armi da mettere in campo per vincere le sfide globali. L’aggregazione, in particolare, rappresenta, in particolare per le piccole e medie aziende, un’opportunità significativa per presentarsi sui mercati emergenti – quelli in cui è più forte la richiesta di beni, servizi, infrastrutture - in modo competitivo».

Quali azioni sono necessarie a livello locale?
«Come Camera di Commercio siamo fortemente e costantemente impegnati a favorire la crescita delle imprese. Per questo, accanto a misure che si propongono di fronteggiare la crisi di liquidità delle aziende, intendiamo incentivare le imprese che decidono di investire, puntando su internazionalizzazione e innovazione come fattori chiave di competitività. Voglio ricordare, in particolare, il sostegno ai processi di internazionalizzazione, con lo stanziamento nel 2012 di 740.000 euro per iniziative di sistema concordate a livello regionale finalizzate a sostenere le imprese sui mercati internazionali, e agli investimenti in ricerca e sviluppo e in innovazione per i quali abbiamo previsto in bilancio stanziamenti per € 655.000. Di questi, 110.000 sono destinati a finanziare il bando appena aperto che mette a disposizione delle imprese del territorio risorse per complessivi 155.000 euro (di cui 45.000 della Regione) per stimolare l’innovazione tecnologica e valorizzare il capitale umano inserendo in azienda figure professionali esperte capaci di guidare l’azienda in percorsi complessi di innovazione di processo e di prodotto e di internazionalizzazione. Un altro milione e mezzo di euro, stanziato dalla Regione, è a disposizione di tutte le aziende lombarde per sostenere i brevetti. Il 2 ottobre prenderà poi il via il “Bando impresa digitale” che intende favorire gli investimenti in nuove tecnologie digitali da parte delle MPMI lombarde. Per le imprese del territorio sono disponibili 90.000 euro di cui 30.000 stanziati dalla Camera».

Una previsione per il futuro?

«Le aspettative degli imprenditori sono improntate al pessimismo, sia riguardo alla produzione che all’andamento degli ordini interni, ma c’è anche attesa per le misure per la crescita che, sia a livello nazionale che comunitario, dovrebbero essere messe in campo. Questo scorcio del 2012 sarà ancora un periodo di “trincea” in cui le imprese dovranno resistere ad un clima che rimarrà tutt’altro che brillante, cercando però di trovare nuove vie, puntando proprio sull’innovazione, sull’aggregazione e sull’internazionalizzazione, per affrontare nel migliore dei modi la fase di ripresa che tutti auspichiamo possa presentarsi nel 2013. Sfide certamente non facili che le imprese possono però affrontare nella consapevolezza di avere al fianco la Camera di Commercio, un alleato che conosce bene i loro bisogni e che continuerà a sostenerle».

di Laura Bosio

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