Scandalo scommesse, tutto il mondo è paese

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Non ho mai creduto che “il mal comune, mezzo gaudio” fosse davvero una consolazione. Ecco perché lo scandalo scommesse scoppiato in Francia e che colpisce pesantemente la pallamano, non fa altro che aumentare la delusione di chi ha sempre creduto nello sport e nel suo valore etico. Certo però che dopo tante critiche arrivate da mezza Europa, la vicenda transalpina consiglia a tutte le nazioni di guardare a casa propria, piuttosto che sputare sentenze oltre confine. Ciò non ridimensiona la portata negativa dello scandalo che ha coinvolto il nostro calcio, che a fatica dovrà cercare di ricostruire una propria credibilità, anche se non sarà facile. Lo stesso discorso vale per lo sport francese, travolto da uno scandalo che colpisce una disciplina popolarissima, dopo che la nazionale transalpina ha conquistato due ori consecutivi alle Olimpiadi (l’ultimo poche settimane fa a Londra). Bufera che ha coinvolto l’uomo simbolo dei blues, Nikola Karabatic, con tanto di irruzione delle forze dell’ordine negli spogliatoi di un impianto parigino. Anche stavolta nel mirino degli inquirenti ci sarebbero scommesase sospette su una partita dei campioni del Montpellier, che a sorpresa persero l’ultimo match di campionato a Cessan-Sevigné. Insomma, tutto il mondo è paese, ma c’è poco da scherzare, perché a furia di scandali, diventa sempre più difficile insegnare ai nostri figli il valore della lealtà sportiva. Oltretutto, sostenere che nello sport circolano troppi soldi, non regge come giustificazione, se è vero che gli sportivi incriminati sarebbero inciampati per guadagnare altro denaro. La verità è che neppure lo sport è immune del degrado dell’umanità. E chi è senza peccato, scagli la prima pietra…

di Fabio Varesi

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