Luce e Gas: ancora aumenti

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Nuovi aumenti nelle tariffe delle utenze domestiche. Lo comunica l'Autorità per l'energia elettrica: il gas aumenta del 1,1% e l’energia elettrica dell’1,4%. La maggiore spesa su base annua sarà rispettivamente di 14 euro per il gas e di 7,6 euro per l’energia elettrica. Anche se non sono cifre pesanti, si innestano in una situazione di forte sofferenza. A influire sulle variazioni, fa sapere l'Autorità, sono principalmente i rialzi delle quotazioni petrolifere, che in meno di tre mesi sono salite di oltre il 20%. Sul costo dell’energia elettrica, oltre all'aumento del petrolio, ha inciso la necessità di aumentare il gettito a copertura degli oneri di sistema per l’incentivazione alle fonti rinnovabili e assimilate nell’anno 2012. Più nel dettaglio - come specifica il comunicato dell'Autorità - per il gas sull’incremento totale dell’1,1%, hanno inciso: per lo 0,6% circa l’aumento della materia prima e il bilanciamento del sistema gas; per lo 0,5% circa l’aggiornamento della componente tariffaria Ug1 a copertura del fabbisogno dei sistemi di perequazione per la distribuzione. Per quanto riguarda l’energia elettrica sull’incremento totale dell’1,4% hanno inciso: per lo 0,7% circa la materia prima; per lo 0,6% circa gli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate; per lo 0,1% il corrispondente adeguamento delle imposte (Iva).

Dura la presa di posizione delle associazioni dei consumatori contro i rincari: «Si poteva fare di più per evitare questi rincari» sostiene Federconsumatori. «Per quanto riguarda il gas, se non ci fosse stata una sentenza del Consiglio di Stato favorevole alle imprese, che scarica 180 milioni di euro sulle bollette, invece dell’1,1% l’aumento della bolletta del gas sarebbe stato dello 0,6%, con un minore aumento medio di circa 6 euro annui. Per quanto riguarda la luce, se ci fosse stato l’intervento del Governo per trasferire sulla fiscalità generale il finanziamento dell’incentivazione alle fonti rinnovabili, il cui importo viene anche caricato dell’Iva, vi sarebbe stato un minore aumento di 4 euro in termini annui. I continui rincari non fanno altro che decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, continuando ad infliggere pesanti danni all’intera economia ». Aumenti anche a livello locale: secondo l'osservatorio dei prezzi al consumo del Comune di Cremona, da agosto a settembre sono incrementati alcuni beni alimentari, come verdura (addirittura +3,4%), i prodotti per la colazione (tè, caffè e cacao), il pesce (+0,7%). Tra gli aumenti troviamo anche gli articoli tessili per la casa (tende, lenzuola, ecc) che sono aumentate dell'1,9%, e altri beni non durevoli per la casa.

Ad aver subito un'impennata è stato soprattutto il gasolio per il riscaldamento, che da agosto a settembre ha registrato un +16%, ma anche il carburante per i mezzi di trasporto privati, che costa il 3,7% in più. Del resto, valutando i prezzi anche in rapporto a settembre dello scorso anno, si notano fortissimi incrementi nelle utenze: l'energia elettrica conta un +14,6% e il gas un +12,5%. Il carburante per i mezzi di trasporto privati è aumentato del 18,5%, i servizi veterinari del 4,4%. Naturalmente, anche le spese scolastiche hanno subito aumenti: quella dell'infanzia e primaria registrano un 3,1% in più rispetto allo scorso anno, mentre quella secondaria un +1,9%, per finire con le superiori, che hanno visto un incremento dell'1%. Peggio ancora le mense, che registrano un +5,9%. Per fortuna, in alcuni settori a settembre si e' verificato un calo dei prezzi: il caso più eclatante è quello del trasporto aereo e marittimo (dovuto probabilmente al fatto che, con il termine dell'estate, si contrae questo tipo di consumi), che, con settembre, hanno registrato rispettivamente il -26,4 e il -33,6%. Per quanto riguarda i beni alimentari, vediamo un decremento per la frutta (i cui prezzi sono diminuiti dell'1,7%) e per gli alcolici (-0,5%).

di Laura Bosio

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