"Se i liutai cremonesi non vanno a Mondomusica, affari loro"

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Antonio Piva, presidente di CremonaFiere: «Rassegna al servizio del territorio, non della liuteria locale»
Oltre quattordicimila visitatori, con un aumento del 30% di buyer orientali per una rassegna dal carattere sempre più internazionale, 87 realtà tra associazioni, istituzioni, conservatori, accademie, artisti e personaggi di primo piano a livello mondiale: anche quest'anno Mondomusica ha richiamato su Cremona l'attenzione di liutai, musicisti e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo. Risultati che confermano il ruolo della rassegna quale punto di riferimento d'eccellenza nel mondo della liuteria, come commenta il presidente di CremonaFiere Antonio Piva: «Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, con numeri in crescita rispetto alle scorse edizioni". Mentre aumenta l'affluenza straniera, però, cala la partecipazione dei costruttori locali e si accendono le proteste da parte della Fondazione Stradivari, ente responsabile della proposta culturale dell'evento, che accusa CremonaFiere per non essere stata sufficientemente consultata in fase organizzativa e decisionale. Cremonafiere, però, tira dritto e già guarda a Mondomusica New York: «Le polemiche semplicemente non esistono», taglia corto Antonio Piva. "La Fiera prende determinate decisioni in maniera collegiale, da tutti i soci che compongono l’ente, e vi sono delle delibere che sono condivise da tutti. Peraltro la Fondazione è stata presente, nella persona della direttrice del museo, anche alla conferenza stampa di presentazione di Cremonapianoforte ».

Nessuna apertura neppure nei confronti dei liutai e delle associazioni che hanno dato il via alle proteste e successivamente deciso di non prendere parte alla rassegna: «La Fiera non è un ente privato, nonostante sia a partecipazione maggioritaria di privati. Lavora per la città e per lo sviluppo del territorio, e basta. La rassegna è in crescita, da tutto il mondo i liutai ne approfittano, qualcosa vorrà pur dire. I liutai cremonesi sono liberi di fare le proprie scelte e di decidere per il futuro della propria impresa. Se una parte di essi non si riconosce nella fiera, sono affari loro. Il 59% degli stand quest'anno era straniero. Del resto, essere sul catalogo di Mondomusica è comunque un valore aggiunto e un segno di prestigio e di valore». Parla chiaro, il presidente Antonio Piva, mettendo bene in chiaro come Cremonafiere sia responsabile dell'aspetto commerciale della rassegna e non abbia come ultimo obiettivo la valorizzazione della liuteria locale: «Guardo i numeri, mi baso su quelli, e i numeri confermano che Mondomusica è una realtà sempre più significativa e affermata a livello mondiale, in continua crescita rispetto alle precedenti edizioni. Alla rassegna hanno preso parte, anche quest'anno, ospiti di fama internazionale e musicisti di altissimo livello. Per quanto riguarda il livello culturale, mi limito ad interpretare i pensieri di chi ne ha preso parte: Paolo Fazioli (tra i più noti costruttori italiani di pianoforti, Ndr), ha dichiarato alla stampa di essere rammaricato per non avere preso in considerazione la partecipazione alla rassegna anche l'anno scorso". A fronte di tali numeri e tale risonanza mediatica, dunque, a quanto pare poco importa se una parte dei liutai locali non si ritiene ben rappresentato da Mondomusica. «Non lavoriamo per i liutai locali, lavoriamo per la città. Portiamo sul territorio migliaia di persone che consumano, spendono, dormono e mangiano in città.

Se ci fossimo chiusi e ripiegati solo sulla liuteria cremonese, in pochi anni Mondomusica sarebbe morta. Oggi, invece, continua a crescere. Un direttore di un conservatorio mi ha fatto sapere di aver dovuto dormire sul Lago di Garda, perché qui in zona era tutto prenotato. Ora, non so se sul bresciano c'era qualche altra manifestazione, di certo la città è in grado di ricevere visitatori: ad ogni modo, le ripercussioni positive sull'economia locale sono innegabili». Le proteste, dunque, non sarebbero che pretesti: «Mondomusica ha tanto successo anche perché riusciamo a tenere fuori gli speculatori e a presentare le eccellenze. Le lamentele, soprattutto di chi invia lettere ai giornali, sono solo delle scuse da parte di chi si è creato una rete sfruttando un marchio locale e ora ha paura di perdere un mercato, perché noi creiamo un circuito virtuoso su Cremona. La sinergia tra Mondomusica e Cremonapianoforte è un valore aggiunto, perché entrambe si rafforzano». Anche nei confronti di critiche legate alla realizzazione pratica della tre giorni musicale, il presidente Antonio Piva ha parole decise: «La fiera non guadagna dalla manifestazione ma porta reddito e sviluppo sul territorio. La gestione deve essere fatta cum grano salis. Chi si lamenta per l'audio dei concerti all'interno dei padiglioni, che avanzi proposte o porti dei finanziatori per realizzare un auditorium».

di Martina Pugno

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