Cremona - Città meno “sprecona”, ma più inquinata

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Negli ultimi dieci anni, il consumo di acqua in area urbana è diminuita di oltre il 10% a livello locale.
n luogo nel quale si utilizza (e spreca) meno acqua, si hanno a disposizione più aree verdi e piste ciclabili ma il consumo di suolo avanza e l'aria è più inquinata: questo il quadro della qualità della vita urbana nei Comuni italiani messa a confronto con i dati degli ultimi dieci anni dall'ottavo rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano presentato dall'Ispra, che censisce 51 comuni capoluogo e che è stato realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente Ispra/Arpa/Appa. L'ambiente urbano ospita, attualmente, due terzi della popolazione europea: tale dato è destinato a crescere, secondo le stime delle Nazioni Unite, raggiungendo il 70% entro metà del secolo in corso. Appare dunque evidente la necessità di poter monitorare la qualità della vita negli spazi urbani, realtà in costante evoluzione e cambiamento, affinché si possa intervenire per renderli sempre più luoghi a misura d'uomo. Presentiamo qui una analisi delle principali voci prese in esame.

CONSUMO IDRICO URBANO Dati positivi, a livello nazionale, si riscontrano per quanto riguarda i consumi idrici: nel 2010 il consumo di acqua per uso domestico, riferito al complesso dei 115 comuni capoluogo di provincia è stato pari a 66,7 m3 per abitante, in diminuzione dell’1,9% rispetto al 2009. La contrazione dei consumi di acqua, che si osserva ormai da nove anni, testimonia una maggiore attenzione all’utilizzo della risorsa idrica e ai relativi costi. Una contrazione rilevata anche dal report "Indicatori ambientali urbani 2011" dell'Istat, che segnala come, rispetto al 2010, l'anno successivo abbia comportato una contrazione dei consumi totali di acqua potabile fatturata per uso domestico (riferito al complesso dei comuni capoluogo di provincia) del 3,4%. Cremona, in tal caso, si rivela duplice capofila: se, da una parte, si attesta tra le città con i consumi maggiori, è anche la protagonista della maggiore contrazione, superiore del dieci %. Negli ultimi 10 anni, il consumo di risorse idriche si rivela dunque ridotto del 20%.

MOBILITÀ SOSTENIBILE: DISPONIBILITÀ DI PISTE CICLABILI
L’analisi dell’indicatore della disponibilità di piste ciclabili, espresso in metri di piste ciclabili per 1.000 abitanti, per l’anno 2010 conferma una situazione già emersa nelle precedenti edizioni del Rapporto, con un netto divario tra nord e sud d'Italia. Spicca, nei panni di regione virtuosa, l'Emilia Romagna, con ben otto Comuni capoluogo rientranti tra le prime dieci città italiane caratterizzate da valori più elevati. Cremona, pur non rientrando nei 51 capoluoghi selezionati come campione dall'indicatore, rivela buoni risultati, allineandosi con i valori delle città capofila presenti nel rapporto. Mentre a Reggio Emilia sono presenti 1026 metri di piste ciclabili ogni 1000 abitanti, chiude le fila delle dieci città più virtuose Piacenza con circa 500 metri. In tale range rientra anche la città del Torrazzo, con i suoi 52.96 km, circa 735 ogni 1000 abitanti, con un incremento di circa 10 km rispetto al 2007, quando i kilometri totali erano 43,22. Va però sottolineato come nel conteggio non rientrino solamente le piste ciclabili, ma anche le strade a prevalenza ciclabile con accesso anche ad alcune tipologie di veicoli.

DISPONIBILITÀ DI VERDE URBANO
La presenza di polmoni verdi nelle aree urbane, ovvero di verde pubblico, risulta essere tra i dati più variabili da città a città. Le rilevazioni mostrano un intervallo molto vasto che va da un minimo di 0,3 m2/ab a Taranto a un massimo di 1.234,8 m2/ab a Ravenna:. Interessante notare come, accanto a nove Comuni particolarmente virtuosi, gli altri presi in esame rivelano valori molto eterogenei tra i quali si inserisce Cremona, con i suoi 34 mq per abitante, in crescita nell'ultimo decennio: dal precedente milione e mezzo di mq, si arriva oggi a due milioni e mezzo, prevalentemente derivanti da lottizzazioni e riforestazione.

QUALITÀ DELL'ARIA
Se per quanto riguarda la contrazione dei consumi idrici Cremona risulta essere uno dei Comuni più virtuosi, lo stesso non si può dire per la qualità dell'aria: come rilevato dall’indagine «"Dati ambientali nelle città" condotta dall'Istat,la città lombarda è decima per numero di giorni di superamento delle soglie limite per le polveri sottili presenti nell'aria, con 109 giorni. In linea con gli altri medi e grandi centri urbani, si tratta di un valore in aumento rispetto all'anno precedente, per un problema tuttora in cerca di soluzioni.

CONSUMO DEL SUOLO
Se negli ultimi anni le aree verdi urbane hanno registrato un incremento, lo stesso si può dire del consumo del suolo, fenomeno che interessa in misura significativa l'area lombarda. Secondo quanto riportato dall'informativa 7/2011 della Regione Lombardia relativa al consumo di suolo, nel periodo 1999-2007 in provincia di Mantova la superficie antropizzata cresce di oltre il 20%, seguono le province di Lodi con poco più del 15%, Brescia con il 14%, Cremona con il 13%, Bergamo e Sondrio ambedue con poco più del 12% e Varese con il 5,6%. Le variazioni più alte di territorio boscato in Lombardia si verificano nelle province di pianura come Mantova, Lodi e Cremona, con Mantova che arriva a più del 17%. In Lombardia abbiamo già consumato (urbanizzato) quasi il 25% delle superfici utili dell’intera regione, rispetto ad un dato nazionale del 16%.

di Martina Pugno

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