Cremo, la svolta stenta ad arrivare

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Avanti a singhiozzi. Questo sembra essere il destino della Cremonese formato 2012-2013. Un film già visto, già sperimentato e soprattutto già disprezzato, che anche quest’anno sembra riproporsi inesorabile. Il pareggio in casa del modesto Cuneo, il secondo consecutivo della gestione Scienza, non lascia sperare nulla di buono per il futuro. Prematuro fare bilanci, sacrosanto sia il “periodo di transizione” giustamente citato dal nuovo tecnico, sta di fatto che in due settimane il cambio in panchina non ha portato nessuna svolta forte a livello di risultati e punti in classifica. Intendiamoci, la stagione è ancora lunghissima, ma il divario dalle prima posizioni inizia a farsi consistente e questa Cremonese non pare obiettivamente in grado di potersi giocare carte da alta classifica. Ora non resta che concentrarsi sulla gara di domenica prossima, in casa contro il derelitto Treviso (nessuna vittoria all’attivo per il momento…), in vista della quale non ci saranno più scusanti al mancato raggiungimento dei tre punti. E certe tensioni iniziano ad affiorare, come è logico che sia. Già alla vigilia della sfida con il Cuneo, i vertici societari erano piombati all’allenamento di rifinitura per “leggere i precetti” alla squadra, ma evidentemente non è servito per tornare dal Piemonte con i tre punti in saccoccia.

Nella giornata di lunedì, inoltre, attraverso un comunicato ufficiale, la società grigiorossa ha anche preso le distanze dai tifosi abbonati agli insulti al presidente Macalli, che anche quest’anno sono già costati le prime migliaia di euro di multa; somme che il club di via Persico non è più intenzionato a pagare. Un modo, del tutto legittimo, di allinearsi con le istituzioni, come ogni società è giusto che faccia, nell’auspicio che le stesse istituzioni facciano altrettanto, non favorendo ma nemmeno penalizzandoci sul campo. Naturale, per contro, la reazione di mezzo subbuglio dei tifosi, consapevoli tuttavia del fatto che un presidente come il Cavalier Arvedi resta una ‘manna del cielo’ per una categoria come la C1 e probabilmente non solo… La pazienza però inizia a venir meno, quindi sarà meglio darsi una mossa.

di Matteo Volpi

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