«Il “partito dei sindaci”? Non mi convince»

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Roberto Vitali: «I partiti continuano a essere bloccati nelle loro consuetudini, e sono incapaci di essere al passo con i tempi»
Continua il dibattito sulla proposta avanzata, attraverso le pagine del nostro giornale, dall'assessore Roberto Nolli: un nuovo movimento politico trasversale, basato sulla valorizzazione delle competenze, delle capacità, dell’onestà, delle azioni positive che sanno esprimere i territori, in rapporto con i sindaci: per la nostra zona, in primis Oreste Perri. Ne abbiamo parlato con Roberto Vitali, consigliere comunale dell'Udc e promotore del laboratorio di cittadinanza attiva Polide. L'assessore Nolli ha dichiarato che il Pdl è finito, e che non c'è più spazio per "questa politica": quella dei compromessi e dell'interesse personale.

Lei è d'accordo?

«Sono ormai due anni che ho avviato un'esperienza parallela, interessandomi di politica e cercando di catalizzare persone interessate ad essa, ma restando fuori del partito; tutto ciò ai vertici non è piaciuto, e per questo mi hanno messo ai margini. Il fatto è che oggi chi ha un ruolo nei partiti non vede quello che sta accadendo: ci sono segretari che difendono in ogni caso il partito che rappresentano, mentre chi ha un ruolo istituzionale cerca di tenersene fuori e di prendere le distanze. In questo momento l'unico ad aver capito qual è la strada migliore da perseguire, forse, è il Pd, con Bersani che ha aperto un filone nuovo. Per il resto gli altri partiti continuano a essere bloccati nelle loro consuetudini, e sono incapaci di essere al passo con i tempi».

E' vero, secondo lei, che oggi la politica non sa più ascoltare la gente?

«Come ha detto il cardinale Bagnasco, parlando della "banda degli onesti", la politica è ormai completamente staccata dalla realtà. Prendiamo ad esempio Formigoni, che si rifiuta di andarsene nonostante tutto quello che è accaduto. In qualunque altro Stato tutto ciò non sarebbe neppure pensabile. Nel tentativo di non perdere le redini del potere, loro sperano che la gente si dimentichi di quanto accaduto. Un tempo probabilmente sarebbe andata proprio così; ma oggi c'è il Movimento a Cinque Stelle, che ha saputo incanalare l'indignazione della gente, cosa che nessuno prima era mai riuscito a fare. Per questo probabilmente In Italia abbiamo 90 parlamentari indagati, condannati e arrestati, appartenenti a tutti i principali partiti. Questa è la politica? Tornando a Formigoni, mi chiedo perché quelli del Pd non si siano già dimessi. E la Lega cosa pensa di fare? Insomma, il nostro sistema è marcio, questa è una realtà. La vicenda della Lombardia è l'emblema di quello che è diventata la politica oggi. Per questo la gente, pur interessandosi di politica, è lontana dai partiti. Basti pensare che tra i cattolici, nonostante vi sia il richiamo all'impegno sociale e politico, il 40% non va a votare».

Nolli propone un nuovo movimento politico, di tipo trasversale, che riparta da Perri e da tutti i sindaci come lui. Lei cosa ne pensa?

«Di nuovi movimenti politici ne nascono ogni settimana. Tuttavia la maggior parte di essi vengono ideati dagli organi di partito, per mascherare la disaffezione della gente ai partiti. Ho anche qualche dubbio su questo ipotetico "partito dei sindaci": può avere un senso in quanto collegato al territorio, tuttavia non deve diventare un pretesto per mantenere più a lungo il potere». Sia Nolli sia il sindaco Perri sono convinti che oggi in politica servano persone capaci, corrette e portatrici di ideali, che facciano fare alla politica un salto di qualità...

«I partiti sono sempre stati portatori di ideali, anche se di parte. Ricordiamo che il partito-azienda in Italia è stato uno solo, Forza Italia, nato da Mediolanum, Publitalia 80 e via di seguito. Le altre correnti politiche, da Sel, al Pd, a Fli, non sono nati dalla ricchezza di una sola persona, ma hanno sempre avuto il proprio ideale. E se vogliamo parlare di onestà, la classe dirigente di un tempo non era certo molto meglio: basti pensare a come è stata governata l'Italia dal dopoguerra a oggi. Insomma, in complesso non vedo oggi quel grande declino di cui parlano, e i momenti di formazione politica non mancano, neppure oggi. C'è poi un altro aspetto da valutare: i dirigenti di partito e i leader politici devono interpretare le idee della politica portando avanti gli ideali di destra o di sinistra. A questo proposito credo che anche chi ci governa abbia l'obbligo di portare avanti i propri ideali politici: per questo non condivido la scelta fatta da Perri di mantenere alle posizioni di potere alcuni esponenti nominati dai suoi predecessori, come accaduto per Augusto Galli, Franco Albertoni, Angela Cauzzi o Paolo Bodini. Le nomine devono essere politiche e non basate sulle competenze. Altrimenti finiremo per essere governati da tecnici, un sistema che abbiamo già visto quali danni può fare: l'esempio del governo Monti è emblematico. In conclusione, penso sia sbagliato pensare di raccogliere in un unico movimento gente di diversa estrazione politica, perché verrebbero meno gli ideali che caratterizzano ogni partito».

di Laura Bosio

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